Il ddl Lorenzin inserisce osteopatia e chiropratica tra le professioni sanitarie, ma alcuni punti critici rallentano l’iter di approvazione. Ecco a che punto è la legge che riconosce osteopati e chiropratici.
Osteopatia e chiropratica verso il riconoscimento professionale, ma quando? Il ddl Lorenzin sul riordino delle professioni sanitarie è in via di discussione alla Camera da più di 800 giorni e le maggiori criticità restano legate proprio al riconoscimento di osteopatia e chiropratica.
L’articolo verrà modificato? Quali sono i problemi sollevati in audizione? Facciamo il punto della situazione sull’iter di riconoscimento di chiropratici e osteopati come professionisti sanitari a tutti gli effetti.
Il ddl Lorenzin sul riordino delle professioni sanitarie è passato al Senato ed è ora alla Camera per il riconoscimento ufficiale. Il disegno di legge del ministro della Salute Beatrice Lorenzin segna una rivoluzione per fisioterapisti, assistenti sanitari, infermieri e biologi. La vera novità, però, è il riconoscimento professionale di due figure sanitarie finora “emarginate”. Osteopati e chiropratici, stando a quanto previsto dalla nuova legge, saranno professionisti al pari di fisioterapisti, fisiatri e infermieri.
L’osteopatia e la chiropratica finora hanno sofferto della mancanza di una regolamentazione adeguata, ma se il ddl Lorenzin sarà approvato alla Camera, per esercitare sarà necessario il possesso della laurea abilitante o titolo equipollente, e l’iscrizione al registro istituito presso il Ministero della Salute.
Osteopatia e chiropratica professioni sanitarie: a che punto siamo?
Anche se il riconoscimento di chiropratica e osteopatia è un provvedimento utile che si pone come obiettivo quello di rispondere a una domanda di figure sanitarie dotate di un’adeguata qualificazione professionale, la proposta è stata duramente criticata sin dall’inizio.
In particolare l’Aifi (Associazione italiana Fisioterapisti) sin dall’approvazione in Senato aveva sollevato criticità e definito alcuni articoli inopportuni in quanto “le nuove leggi possono determinare gravi ricadute sulla sicurezza e affidabilità dell’organizzazione della salute pubblica”.
Nel frattempo proseguono le audizioni della Commissione Affari Sociali della Camera sul ddl di riforma degli ordini professionali e sperimentazioni cliniche approvato dal Senato. Ciò che è emerso dai vari interventi è una generale condivisione del testo e la richiesta di una veloce approvazione. Ai deputati è stato anche chiesto di approvare il testo così com’è, senza apportare modifiche.
Fnomceo ha evidenziato il suo apprezzamento per l’articolo che si esprime in materia di formazione continua e aggiornamento dei professionisti sanitari, e anche per il riconoscimento degli Ordini come organi sussidiari dello Stato.
Tuttavia è scontro su osteopati e chiropratici, materia su cui resta un nodo da sciogliere.
Osteopati e chiropratici, professioni sanitarie: il ddl Lorenzin modificherà il testo?
Il problema principale del riconoscimento delle nuove figure professionali consiste nel fatto che le scuole di osteopatia nate in Italia sono aperte a chiunque e non solo a professionisti sanitari (per i quali il problema non si pone).
Per i detrattori dell’articolo, riconoscere osteopatia e chiropratica non rappresenterebbe un atto di tutela della salute dei cittadini come il ddl Lorenzin vuole far credere, anzi. Si tratterebbe piuttosto di abuso della professione sanitaria mascherata da “pratiche relative al benessere”.
Inoltre, la sanatoria di osteopati e chiropratici non avrebbe precedenti. Infatti per le nuove eventuali professioni si andrebbero a riconoscere titoli acquisiti attraverso corsi organizzati da soggetti privati o acquisiti all’estero e non ancora riconosciuti in Italia.
“Le nuove professioni avrebbero dovuto rispettare l’iter della legge vigente. Il percorso formativo di queste professioni non è tracciabile, non è regolamentato, né omogeneo sul territorio. Queste sono le nostre preoccupazioni perché, in questo modo, si verrebbe a creare un precedente pericoloso”,
fa presente il Conaps.
Osteopatia professione sanitaria: la situazione in Europa
Accuse, queste, respinte dalle associazioni di osteopati e chiropratici che continuano a battersi per il riconoscimento ufficiale e regolamentazione della loro professionale, così come avviene all’estero.
Nella Comunità Europea l’osteopatia è riconosciuta come professione sanitaria solo in Francia, Portogallo e alcuni cantoni della Svizzera. In Finlandia è un titolo professionale protetto ma non autorizzato dall’autorità nazionale per il welfare e la salute, mentre nel Regno Unito è sì riconosciuta ma non fa parte delle 16 professioni sanitarie non mediche dell’Health & Care Profession Council.