Oro respinto sulla resistenza di area 1.250$. Goldman Sachs conferma target a 1.050$

Nicola D’Antuono

15 Gennaio 2014 - 06:46

L’oro torna a scendere, dopo aver messo a segno un bel rimbalzo tecnico da inizio anno. Secondo Goldman Sachs la quotazione sarà di 1.050 dollari entro fine 2014

Oro respinto sulla resistenza di area 1.250$. Goldman Sachs conferma target a 1.050$

L’oro ha iniziato bene il nuovo anno, rimbalzando con decisione dall’area di supporto di 1.180$ l’oncia. Tuttavia il recupero del metallo prezioso sembra già aver perso consistenza, a causa dell’accanita opposizione dei venditori non appena è stata superata l’area di resistenza di 1.250$ l’oncia. I prezzi hanno messo a punto un brusco dietrofront, tornando velocemente in area 1.240$. Qualche analista finanziario si aspetta quotazioni più stabili rispetto allo scorso anno, quando l’oro è stato spesso interessato da clamorosi crolli. La view generale degli analisti resta però negativa.

Tra chi si aspetta ancora un oro debole nel corso del 2014 c’è sempre Goldman Sachs, che ha ribadito nuovamente la sua view negativa per l’anno in corso. L’analista della banca d’affari newyorkese, Jeffrey Currie, ritiene che l’oro scenderà a 1.050$ l’oncia entro fine 2014. Insomma, nonostante il recente dato deludente dei non-farm payrolls, che potrebbe far pensare a una minore aggressività della FED nella pianificazione della riduzione degli stimoli monetari, secondo gli specialisti di Goldman Sachs l’oro è destinato a scendere ancora. Il rimbalzo attuale viene visto come un’opportunità per vendere.

Secondo Currie, capo della ricerca per le commodity, l’oro sarà penalizzato dal costante miglioramento dei fondamentali macroeconomici, non solo negli Stati Uniti ma anche in altre aree geografiche. Nel corso di un’intervista alla CNBC, Currie ha sottolineato che le aspettative di ribasso dell’oro sono fortemente legate alle stime di forte crescita dell’economia americana. Nel 2013 il bene rifugio ha perso quasi il 39% del proprio valore dopo aver registrato però ben 12 anni consecutivi di rialzi, che avevano spinto il metallo prezioso fino a 1.921$ a inizio settembre 2011. Tra gli altri fattori che stanno penalizzando l’oro troviamo anche i bassi rischi di inflazione e il costante deflusso dagli Etf che investono in lingotti.