Open Fiber: pensiamo alla cablatura del Paese. Tim si prepara allo scorporo?

Se da Open Fiber fanno sapere di essere concentrati sul processo di cablatura del Paese, in Telecom avrebbero elaborato un documento che prevede lo scorporo in due società.

Open Fiber: pensiamo alla cablatura del Paese. Tim si prepara allo scorporo?

“Siamo focalizzati sulla cablatura del Paese. Sentiamo la responsabilità di disegnare un progetto industriale importante per l’Italia”. È quanto ha detto Elisabetta Ripa, amministratore delegato e direttore generale di Open Fiber, la jv paritetica tra Enel e Cdp.

“Dobbiamo dar loro tranquillità e visibilità sulla rilevanza del piano: continuiamo a cablare il Paese ad alta velocità”, ha detto il manager parlando della diffusione della banda ultralarga in Italia. “I clienti possono contare su di noi. Siamo in linea sia con il piano approvato dal board di febbraio, sia con quanto concordato con le banche”.

Tramite investimenti per circa 1 miliardo di euro l’anno, Open Fiber conta di coprire entro il 2023, il 90-95% del territorio italiano e il 65% della popolazione in FTTH, Fiber to the Home, letteralmente “fibra fino a casa”.

Scorporo di Telecom in due società

Secondo quanto riportato oggi da alcuni quotidiani, il Chief infrastructures officer di TIM, Stefano Siragusa, avrebbe redatto un documento che prevede lo scorporo di Telecom in due società, una focalizzata sui servizi e una sulla rete. Quest’ultima sarebbe destinata a fondersi con Open Fiber.

“L’indiscrezione testimonia a nostro avviso che la valutazione sull`opportunità di costituire una rete unica ha un supporto, non solo politico, ma anche tra i responsabili operativi”, riporta uno studio di Equita.

Titolo positivo nonostante MS

In scia dell’andamento del listino milanese, in rialzo del 2,78% a 19.234,92 punti, l’azione a Milano passa di mano a 0,563 euro, +2,89% sul dato precedente.

“Restiamo convinti che il valore intrinseco dell’azienda sia superiore alla valutazione di Borsa ma l’instabilità del board e l’incertezza sul business plan penalizzano i titoli”. È quanto riporta una nota con cui Morgan Stanley ha ridotto la valutazione su TIT da “overweight” a “equal-weight”.

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