Nelle ultime tre sedute della scorsa ottava il petrolio ha recuperato l’8% dai minimi di periodo. Secondo l’OPEC si tornerà in area 80$ al barile entro il 2020
L’ultima ottava ha visto il prezzo del petrolio mostrare grande forza sui mercati internazionali, nonostante i bassi volumi di scambio dovuti alle festività natalizie. La ripresa delle quotazioni del greggio, scese sui minimi più bassi dai tempi dell’ultima crisi finanziaria globale, è stata favorita dall’ultimo World Oil Outlook pubblicato prima di Natale dall’OPEC. Il Cartello dei principali paesi produttori di greggio, che comprende tra gli altri Arabia Saudita, Nigeria e Venezuela, stima una graduale ripresa dei prezzi nel prossimo quadriennio con ritorno a 80$ al barile.
In pratica, secondo l’OPEC, la quotazione del greggio aumenterà del 110% dai valori correnti, ovvero circa 38$ al barile. Tuttavia l’Organizzazione con sede a Vienna ritiene che la domanda di barili calerà molto da qui al 2020, mentre l’offerta resterà piuttosto significativa contribuendo a mantenere un notevole surplus e le scorte su valori record. Secondo Paolo Scaroni, già amministratore delegato del colosso energetico italiano Eni, il quadro dipinto dall’OPEC è quanto mai improbabile per ragioni di carattere fondamentale legate anche ai costi di produzione del cosiddetto “shail oil” americano che si aggirano intorno ai 55$ al barile.
Secondo quanto affermato da Scaroni, considerando anche la lotta per le quote di mercato in corso tra alcuni big del settore come l’Arabia Saudita, la Russia e anche l’Iran in prospettiva, il prezzo del greggio non andrà oltre i 55$ al barile nei prossimi anni. In realtà l’ex numero uno di Eni ritiene che sia molto più probabile un ulteriore crollo dei prezzi, anche sotto i 30$ al barile. Intanto nelle ultime tre sedute della scorsa settimana il petorlio Wti ha recuperato più dell’8% dai bottom di 35$, tornando sopra i 38$ al barile. Rimbalza anche il petrolio Brent, che era sceso sui livelli più bassi degli ultimi 11 anni. Nel breve periodo appare difficile ipotizzare un rimbalzo oltre i 40$ al barile.