OMS su origini Covid: indagini “avvelenate dalla politica”

Marco Ciotola

30/05/2021

30/05/2021 - 14:33

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Un alto funzionario dell’Organizzazione mondiale della sanità ha definito le indagini sulle origini del coronavirus “avvelenate dalla politica”. Le dichiarazioni

OMS su origini Covid: indagini “avvelenate dalla politica”

Dall’OMS arrivano dure osservazioni sulla sempre più dibattuta questione delle origini del coronavirus. È stato infatti un alto funzionario dell’Organizzazione a definire le indagini tuttora in corso sulle origini “avvelenate dalla politica”.

Parole pronte a far discutere, e in arrivo proprio quando il presidente degli Stati Uniti Joe Biden intima l’ordine alle agenzie di intelligence di stilare “un rapporto contenente le loro analisi più aggiornate relative alle origini della Covid-19”.

La richiesta di Biden è esplicita e chiarisce di specificare “se il virus è stato originato dal contatto umano con un animale infetto o da un incidente di laboratorio.”

Negli ultimi giorni l’OMS è stata sottoposta a crescenti pressioni da parte di funzionari statunitensi ed europei per chiarire le effettive possibilità che il coronavirus possa essersi originato a seguito di una fuga da un laboratorio di Wuhan.

OMS su origini Covid: indagini “avvelenate dalla politica”

Le osservazioni in arrivo dall’OMS non fanno che amplificare l’attenzione su un tema che è tornato in cima all’agenda mediatica praticamente in tutto il mondo.

A riaccendere la massima attenzione sulle origini del coronavirus è stato infatti un rapporto dell’intelligence statunitense che ha rivelato come tre ricercatori si siano ammalati di sintomi simili alla Covid nel novembre del 2019.

A quel punto le pressioni si sono fatte sempre più forti per l’OMS e non solo, tanto che il dottor Mike Ryan, direttore esecutivo del programma di emergenza sanitaria dell’Organizzazione, ha chiesto ai Paesi di “separare la politica dalla scienza”:

“Mettere l’OMS in una situazione di pressione del genere è sbagliato e danneggia il punto di vista scientifico che stiamo cercando di portare avanti. In più, come organizzazione, veniamo francamente messi in una posizione difficilissima da cui siamo costretti a fornire le risposte che tutto il mondo vuole”.

L’OMS è stata ripetutamente accusata di aver permesso al governo cinese di evitare o rinviare un’indagine approfondita sulle origini del coronavirus, emerso per la prima volta a Wuhan alla fine del 2019.

In un’audizione al Senato all’inizio di questa settimana un senatore USA ha incalzato il capo consigliere medico della Casa Bianca, il dottor Anthony Fauci, in merito a presunti stretti legami dell’OMS con la Cina:

“Possiamo essere d’accordo sul fatto che se prendessi il presidente cinese Xi Jinping e lo capovolgessi e lo scuotessi, l’Organizzazione mondiale della sanità gli cadrebbe dalle tasche?”.

Fauci ha risposto alla domanda dicendo che non ha modo di conoscere l’influenza della Cina sull’Organizzazione.

Covid: origini da un laboratorio?

L’ipotesi che il Covid-19 provenga da un laboratorio di virologia di Wuhan è stata inizialmente bollata da più parti come teoria del complotto riconducibile alle ideologie della destra populista.

Ma nelle ultime settimane sta guadagnando terreno, con sempre più riviste di settore e istituzioni pronte a evidenziare dei dubbi, non ultimo il dottor Anthony Fauci.

Ad oggi anche la maggior parte dell’intelligence ritiene entrambe le teorie in ballo altrettanto plausibili: sia che il virus abbia avuto origine in un laboratorio che da un contatto uomo-animale. Ma i funzionari sanitari USA continuano a mantenere la loro posizione, secondo cui è più probabile che il virus abbia origini zoonotiche.

In particolare, la posizione ufficiale del CDC resta quella di “un’originaria provenienza animale, probabilmente da un pipistrello”.

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