Nvidia ha venduto 155 milioni di chip per il mining di criptovalute

Marco Ciotola

30 Maggio 2021 - 11:07

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Vendite record lo scorso trimestre destinate al settore crypto, anche se il gaming rappresenta ancora il suo maggior mercato

Nvidia ha venduto 155 milioni di chip per il mining di criptovalute

Nvidia ha venduto 155 milioni di dollari di chip per il mining di criptovalute. Un record per il colosso tech statunitense segnato lo scorso trimestre, ma avviato dall’investimento fatto a inizio 2021.

Era infatti febbraio, in corrispondenza con il deciso aumento del prezzo delle criptovalute, quando Nvidia ha rilasciato nuovi processori destinati appositamente al mining di criptovalute.

Detti CMP, i processori hanno subito segnato numeri importantissimi sul mercato, per un fatturato di 155 milioni di dollari nel primo trimestre fiscale, quello terminato il 2 maggio, e un fatturato previsto di 400 milioni di dollari nel trimestre in corso.

Si tratta di numeri impressionanti per un prodotto al suo esordio assoluto, ma l’enorme attenzione al comparto crypto ha certamente favorito le vendite record e sembra poter regalare ancora nuove sorprese.

Nvidia ha venduto 155 milioni di chip per il mining di criptovalute

Il CEO di Nvidia, Jensen Huang, ha parlato della nuova linea di prodotti destinati al settore crypto come una mossa volta proprio a intercettare i cosiddetti cripto-entusiasti.

Ma la compagnia non intende affatto oscurare quello che tuttora resta il suo mercato maggiore, ovvero i processori grafici per il mercato del gaming.

Dalle vendite di questi ultimi sono arrivati 2,76 miliardi di dollari di entrate nel 2020, con un aumento del 106% rispetto allo scorso anno. E in un certo senso l’investimento sul fronte valute virtuali sembra propedeutico proprio al comparto videoludico.

I chip CMP sono più facili da realizzare e possono portare guadagni significativi per continuare a puntare forte sul gaming:

“Quello che speriamo è che i CMP soddisfino i miner e entrino a far parte dei loro strumenti professionali, e che al contempo il prodotto protegga la fornitura di processori grafici gaming”,

ha spiegato Huang in una call con gli analisti.

Nel corso del suo intervento il CEO ha poi definito l’industria del gaming come sempre più grande e sempre più inserita in ogni settore:

“È nello sport, negli e-sport, nell’arte. nel sociale, è per questo che il gioco ha un così grande impatto culturale ora: è la più grande forma di intrattenimento e penso che l’esperienza che stiamo vivendo durerà ancora molto”.

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