Nuovo contratto giornalisti: le novità 2014 in 6 punti

Valentina Pennacchio

27 Giugno 2014 - 13:58

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Siglato l’accordo tra Fieg e Fnsi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico: ecco le novità con decorrenza dal 1 aprile 2013 al 31 marzo 2016 in 6 punti principali.

Siglato l’accordo tra Fieg e Fnsi per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro giornalistico, la cui decorrenza sarà dal 1 aprile 2013 fino al 31 marzo 2016. Secondo la Fieg si tratta di una svolta importante, poiché il nuovo contratto

«favorisce infatti la trasformazione del settore e la nuova occupazione, in primo luogo giovanile, che sarà resa possibile da alcune novità contrattuali».

Quali sono le novità? La Fieg ha spiegato che:

«Sono state definite regole certe, anche economiche, per i collaboratori e sono stati finalmente risolti alcuni annosi problemi del settore, come la cosiddetta ex fissa (integrazione previdenziale versata da azienda e lavoratori nel corso degli anni, ndr). Si consolida la situazione dell’Inpgi, sia con nuove contribuzioni legate alle assunzioni, sia grazie a specifici interventi degli editori e del governo sugli ammortizzatori sociali».

Come è stato accolto effettivamente il contratto? Certo non con grande entusiasmo, specie tra gli atipici e i freelance, per cui il nuovo contratto è una «svendita della professione», che aumenta il precariato e stabilisce dei compensi indecorosi. Altro che «svolta e di avanzamento», come lo ha definito Franco Siddi, segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi).

Nuovo contratto giornalisti: le novità in 6 punti

Soffermiamoci sui punti principali:

  • Contratto. Viene introdotto il contratto di apprendistato professionalizzante fino ai 29 anni, ma viene recepito anche quello del decreto Poletti, ovvero il contratto a termini acausale per un massimo di 36 mesi. Siddi spiega: «I giovani tornano a fare il praticantato nelle redazioni: si formano e lavorano»;
  • Retribuzione. L’importo fissato è pari a 20,83 euro lordi al pezzo, per un minimo di 144 articoli all’anno, ovvero 12 al mese di almeno 1.600 battute. La retribuzione lorda viaggia sui 250 euro al mese e i 3.000 euro all’anno. Siddi non lo definisce equo compenso, ma minimo, e, contro le polemiche dei freelance, si difende spiegando che questi avranno diritto all’assicurazione contro gli infortuni. La retribuzione di ingresso per disoccupati, inoccupati, cococo, se assunti a tempo determinato o indeterminato, sarà inferiore rispetto ai redattori con un’anzianità professionale pari a meno o più di 30 mesi;
  • Sgravi contributivi. Ci saranno sgravi contributivi per le aziende editoriali che assumeranno un giornalista contestualmente a tre prepensionamenti nel prossimo triennio nella seguente misura:
    - 50% per i contratti a tempo determinato;
    - 100% per le stabilizzazioni (da determinato a indeterminato);
  • Ex fissa. I giornalisti che hanno maturato 15 anni nella stessa azienda potranno ancora godere della ex Fissa, ma sarà concessa al momento della pensione in 12 annualità:
    - i giornalisti che matureranno 15 anni di anzianità entro il 2014 avranno una fissa, calcolata in base alla media retributiva degli ultimi 15 anni e rateizzata in 15 anni, con tetto massimo di 65.000;
    - i giornalisti che hanno un’anzianità tra 10 e 15 anni saranno soggetti a importi divisi per scaglioni: 10.000 euro (14 anni), 8.000 euro (13 anni), 6.000 euro (12 anni), 4.000 euro (11 anni), 2.000 euro (10 anni).
  • Ammortizzatori sociali. Gli editori dovranno farsi carico di un’aliquota aggiuntiva dell’1% in favore degli ammortizzatori sociali;
  • Aumenti. Un aumento, che non avrà effetti che sul TFR, scatterà nei prossimi due anni (120 euro lordi): 60 euro da luglio 2014 e 60 euro da maggio 2015.

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