Zone rosse in Italia, dove sono? Tutti i Comuni in lockdown e semi-lockdown

Fiammetta Rubini - Martino Grassi

03/03/2021

03/03/2021 - 09:50

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In aumento le ordinanze per le zone rosse locali o arancione rafforzato a causa delle varianti. Ecco quali regioni hanno preso provvedimenti, i comuni in lockdown e le misure restrittive in vigore.

Zone rosse in Italia, dove sono? Tutti i Comuni in lockdown e semi-lockdown

Dove sono le zone rosse in Italia? Da nord a sud dello stivale aumentano a macchia di leopardo i comuni in cui sono stati imposti lockdown o semi-lockdown locali. Dopo l’istituzione della zona rossa in 3 comuni della Lombardia e l’introduzione della zona arancione rafforzata, anche altri governatori regionali hanno deciso di imporre delle maggiori restrizioni in alcune delle loro aree per frenare l’avanzata delle varianti di Covid.

In un’Italia ufficialmente suddivisa dal Ministero della Salute in zone gialle e arancioni e rosse, il puzzle delle misure restrittive a cui si è sottoposti si complica per effetto delle ordinanze regionali e comunali. Per mettere un po’ d’ordine, facciamo il punto della situazione: ecco in quali province e comuni ci sono zone rosse locali in Italia e le aree soggette a maggiori restrizioni anti-Covid.

Nuove zone rosse, dove: regioni e regole

Zone rosse locali e provvedimenti restrittivi per limitare la diffusione delle nuove varianti di coronavirus: per il Ministero della Salute, almeno per il momento, la questione non deve essere affrontata a livello nazionale, ma locale. Devono essere i governatori, hanno detto gli esperti della Cabina di regia, a dover stabilire delle zone rosse o arancioni rinforzate nei Comuni più a rischio. E le ordinanze sono già cominciate ad arrivare in diverse regioni. Ecco dove e cosa prevedono le nuove zone rosse, regione per regione.

Lombardia: zone rosse e arancioni rinforzate

Con un’ordinanza del governatore Fontana dal 23 febbraio entra in vigore la zona arancione rafforzata in tutta la provincia di Brescia e nei comuni di Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Calepio, Credaro e Gandosso in provincia di Bergamo e Soncino in provincia di Cremona. Fino al 2 marzo in questi territori non si potrà uscire dal Comune per motivi non necessari e restano chiuse le scuole elementari, materne e nidi. Sospesa la didattica in presenza alle medie e superiori e anche all’università.

Con una nuova ordinanza, inoltre, Fontana ha prorogato la permanenza in zona rossa per i comuni di Bollate, Mede e Viggiù fino al 3 marzo, mentre il comune di Castrezzato, inizialmente in zona rossa, è passato in zona arancione rafforzato.

A partire dalle 18 di domenica 28 febbraio anche il comune di Valgoglio, in provincia di Bergamo, sarà in zona rossa.

Il governatore ha inoltre firmato tre nuovi provvedimenti con cui dichiara, a partire dal 3 marzo e per almeno 14 giorni, l’intera provincia di Como zona arancione rafforzata, insieme ad alcuni comuni della provincia di Mantova, della provincia di Cremona, capoluogo incluso, di quella di Pavia e di dieci comuni della Città Metropolitana di Milano.

Emilia Romagna

In Emilia Romagna l’ordinanza di Bonaccini ha messo in zona arancione scuro tutta la zona della Romagna (Ravenna, Cesena e Rimini). In questi territori vigono le stesse regole della zona rossa, a eccezione dei negozi che restano aperti. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita dai Comuni, se non per motivi di lavoro, salute e necessità o rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza, e ritorno alla DAD per le scuole.

In tutta l’Emilia Romagna la situazione continua ad essere complicata, preoccupa soprattutto la carenza di posti letto negli ospedali e la velocità con cui si sta diffondendo il virus. Proprio per questo motivo, il governatore Stefano Bonaccini ha deciso di istituire la zona rossa per le province di Bologna e di Modena fino al 21 marzo.

Lazio

La presenza della variante inglese preoccupa il Lazio: alle già zone rosse di Colleferro, Carpineto in provincia di Roma e Roccagorga (Latina), si aggiunge il comune di Torrice e di Monte San Giovanni Campano, in provincia di Frosinone.

Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ha istituito la zona arancione in tutti i Comuni nel territorio della Provincia di Frosinone a partire dal 1 marzo e per la durata di almeno 14 giorni

Diventano così 5 i Comuni zona rossa nel Lazio. Intanto a Roma è stata chiusa una scuola per presenza di variante brasiliana con link dall’Umbria.

Toscana
Nell’arancione Toscana arriva la conferma del passaggio in zona rossa per le province di Siena e Pistoia a causa della presenza delle nuove varianti e della pressione sugli ospedali (nei reparti Covid si è raggiunto il limite di capienza). Le due province entreranno in lockdown da sabato 27 febbraio fino al 7 marzo. Preoccupa intanto anche la situazione nell’empolese, dove i contagi crescono a Capraia e Limite.

Le due nuove province in zona rossa si aggiungono a Cecina, nel livornese, diventata la prima zona rossa locale della regione.

Alto Adige

L’ordinanza firmata dal presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher in vigore dall’8 al 28 febbraio prevede il divieto di spostamenti in entrata e in uscita dal proprio comune di residenza se non per motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Nel comune si può uscire ma sempre con autocertificazione e solo per motivi di lavoro, studio, necessità. Sono esplicitamente vietate le visite da parenti e amici, mentre si può andare a trovare il proprio partner fuori dal Comune e fare visita a persone bisognose di cure, così come portare fuori il cane. Dal 14 febbraio è obbligatorio l’uso delle mascherine FFP2 sui mezzi pubblici e nei negozi, a partire dai 12 anni.

L’attività motoria all’aperto è consentita solo in forma individuale tra le 5 e le 20. Bar e ristoranti sono chiusi, consentito asporto fino alle 20 e consegna a domicilio fino alle 22. Gli hotel non possono ospitare turisti e si possono accogliere solo ospiti che si recano lì per motivi di lavoro o altre necessità diverse dal turismo.

I negozi al dettaglio sono chiusi, tranne quelli che vendono generi alimentari e di uso quotidiano (che dovranno essere chiusi la domenica). Potranno restare sempre aperti, invece, i punti vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le edicole e le tabaccherie. Sospesi i servizi alla persona ad eccezione di lavanderia, pompe funebri, barbieri e parrucchiere. Per le scuole torna la didattica a distanza al 100%.

Interessati dai provvedimenti i Comuni di Merano, Rifiano, San Pancrazio, Moso in Passiria, Malles Venosta e Lana, e tutti i comuni della Val Passiria, dove per entrare e uscire servirà un tampone negativo effettuato entro le 72 ore precedenti.

Molise
Il Molise è la regione con più zone rosse locali: qui un comune su quattro è sottoposto alle restrizioni più dure fino al 7 marzo. Il governatore Donato Toma ha prorogato l’efficacia della precedente ordinanza che riguardava 27 comuni del Basso Molise (Termoli, Acquaviva Collecroce, Casacalenda, Castelmauro, Civitacampomarano, Colletorto, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Mafalda, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Palata, Petacciato, Portocannone, Ripabottoni, Rotello, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Santa Croce di Magliano, Tavenna e Ururi), allargando l’area rossa anche anche a Bonefro, Lupara, Montelongo, Morrone del Sannio e Provvidenti, in provincia di Campobasso.

Si tratta di una zona rossa rinforzata, con restrizioni maggiori rispetto a quelle del Governo. Tra le altre cose, infatti, non sono consentite le visite a parenti e amici neppure all’interno del proprio Comune. Sospesa l’attività sportiva nei centri sportivi all’aperto, e DAD al 100% dalla seconda media e alle scuole superiori.

Piemonte

Anche in Piemonte è stata disposta la zona rossa per 14 comuni: 12 della Valle Po e 2 nel Torinese, ossia Barge, Bagnolo Piemonte, Crissolo, Envie, Paesana, Gambasca, Revello, Martiniana Po, Oncino, Ostana, Rifreddo, Sanfront, tutti nel Cuneese, e Scalenghe e Bricherario, nel Torinese. che vanno ad unirsi a quello di Cavour e agli altri 7 della Val Vigezzo.

Sospesa anche l’attività didattica in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado della val Vigezzo, con ordinanze emesse dai sindaci.
“Una decisione che si è resa necessaria dato l’improvviso incremento di casi registrato nell’ultima settimana a Re”, spiega il presidente della Regione Cirio. “Non sappiamo ancora se questi casi siano dovuti a una variante, ma è comunque una incidenza molto elevata e abbiamo ritenuto necessario intervenire per tutelare la salute delle persone che popolano la vallata”.

Abruzzo

Situazione delicatissima in Abruzzo, dove gli ospedali sono in affanno in seguito alla scoperta della presenza della variante inglese. In provincia di Chieti sono stati disposti tamponi a tappeto nei comuni interessati, e il governatore Marco Marsilio ha firmato un’ordinanza per imporre la zona rossa nelle Province di Chieti e Pescara a partire dal 14 febbraio.

L’ordinanza firmata, in vigore fino a fine mese, prevede inoltre la proroga della zona rossa per le successive due settimane anche per i Comuni di Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria.

In tutti i Comuni abruzzesi vige inoltre il “divieto di stazionamento e assembramento nelle piazze, nei centri storici ed in prossimità degli esercizi commerciali; rigoroso rispetto delle regole vigenti sul contingentamento d’ingresso in tutte le attività commerciali”.

Umbria

La zona rossa in Umbria è circoscritta alla Provincia di Perugia e al Comune di San Venanzo (Terni). Qui per effetto dell’ordinanza del presidente di Regione le attività scolastiche di scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Sono altresì sospese le attività presso laboratori, mentre le lezioni possono essere svolte in presenza qualora ciò sia necessario per mantenere una relazione educativa con gli alunni affetti da disabilità e con bisogni educativi speciali.

Non è consentito l’accesso ai parchi, ville, giardini pubblici; si può svolgere l’attività motoria solo in forma individuale e nei pressi della propria abitazione e quella sportiva solo all’aperto e in forma individuale. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita, tranne che per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o per motivi di salute. Vietato spostarsi verso abitazioni private all’interno del comune, per effetto del decreto sugli spostamenti emanato dal governo. 

Sardegna

Anche nell’isola de La Maddalena, in provincia di Sassari scatta la zona rossa delle ore 14 del 26 febbraio ed avrà una durata di 7 giorni, eventualmente prorogabili qualora si renda necessario un prolungamento del provvedimento.

La decisione è stata comunicata dal sindaco Fabio Lai preoccupato per la variante inglese: “I numeri non lasciano spazio ad interpretazioni. Nel nostro paese ci sono ben 33 positivi di cui 10 con variante inglese. Dobbiamo chiudere adesso per preservare il dopo”.

Marche

A partire da mercoledì 3 marzo e fino al 5 dello stesso mese anche la provincia di Ancora entrerà in zona rossa. Il governatore della Regione ha precisato che: “Il provvedimento sarà valido fino alla scadenza del Dpcm in vigore, cioè venerdì 5 marzo. Per il periodo successivo emaneremo un nuovo provvedimento, non appena sarà noto il testo definitivo del nuovo Dpcm che entrerà in vigore da sabato 6 marzo”.

Allarme per le nuove varianti

Le nuove varianti del virus, che secondo gli esperti potrebbero ragionevolmente imporsi sul ceppo originale e rimpiazzarlo, non si riconoscono tramite test antigenico rapido, ma serve il tampone molecolare. Ecco perché, tra le indicazioni del Ministero della Salute, accanto all’eventualità di stringere le maglie delle restrizioni in caso di peggioramento dei dati, ci sono il potenziamento del tracciamento e del sequenziamento.

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