I chip di Nvidia battono le attese e il mercato reagisce con un’euforia che travolge non solo i semiconduttori.C’è un comparto che sta emergendo dopo i risultati di NVDA che in pochi vedono ed è l’intero comparto software e cybersecurity. È questo il nuovo vero trend del 2026/27?
Il segnale reale dentro l’euforia
I risultati trimestrali di Nvidia per il secondo trimestre fiscale 2027 hanno innescato un movimento di mercato che merita di essere letto con attenzione, perché contiene sia informazioni genuine sia molto rumore emotivo, e confonderli può costare caro.
Ed è vero. Nvidia ha comunicato che la domanda di GPU accelera, che i grandi hyperscaler come Amazon si impegnano ad acquistare due milioni di unità, e che il vincolo si trova lato offerta e non lato domanda.Ed è un dato strutturale che percorre l’intera filiera dell’infrastruttura AI: produttori di memoria, fornitori di componentistica di rete, costruttori di apparecchiature. Il mercato ha quindi avuto qualche ragione nel rileggere queste catene al rialzo, perché c’è capitale reale che si muove, non semplici promesse.
L’effetto alone che può ingannare l’investitore retail
Emerge però una distinzione cruciale che ogni investitore retail dovrebbe tenere presente. Il fatto che Nvidia abbia battuto le attese non dice nulla sulle prospettive di margine delle altre aziende, sulla posizione competitiva specifica, né tantomeno sulla ragionevolezza del prezzo a cui quella viene scambiata in questo momento.
Eppure il mercato ha risposto esattamente come se dicesse tutto questo contemporaneamente, trascinando al rialzo nomi che tre giorni prima cedevano il 4% senza alcuna notizia specifica, e che ora guadagnano il 6% altrettanto senza notizie proprie. Si tratta del cosiddetto effetto alone di un grande titolo che illumina artificialmente l’intero settore, gonfiando valutazioni che potrebbero non reggere a un’analisi tecnica più rigorosa.
Software agentivo: riaccelerazione o bolla?
Questa lettura si intreccia con quanto sta emergendo dai risultati delle grandi piattaforme software. Salesforce ha alzato la guidance annuale per l’esercizio fiscale 2027 a un range compreso tra $46,1 e $46,4 miliardi, con una crescita prevista tra l’11% e il 12% su base annua. Il suo strumento di AI agentiva, Agentforce, avrebbe già superato $1,5 miliardi di ARR (Annual Recurring Revenue, ovvero il fatturato ricorrente annualizzato), con una crescita superiore al 240% anno su anno. ServiceNow avrebbe invece superato il miliardo di dollari di AI Annual Contract Value nel secondo trimestre 2026, con prezzi in crescita tra il 20% e il 30% per i clienti che adottano le funzionalità AI native.
Questi numeri sembrerebbero confutare la narrativa secondo cui l’intelligenza artificiale stia cannibalizzando il software tradizionale. Almeno in questa fase, parrebbe che lo stia riaccelerando, trasformando modelli di business già maturi in piattaforme con nuovi motori di crescita strutturale.
Cybersecurity: domanda strutturale o valutazioni già scontate?
Il tema della cybersecurity aggiunge un ulteriore strato di complessità all’intera lettura. CrowdStrike ha alzato la guidance sulla crescita del net-new ARR per l’esercizio 2027 al 34% come valore mediano, con un incremento di 630 punti base rispetto alle indicazioni precedenti. Questo dato rifletterebbe una dinamica reale: i modelli frontier sempre più sofisticati amplificano la superficie di attacco per le imprese.
Un esempio concreto è rappresentato dall’LLMjacking, una tecnica di attacco in cui un soggetto malevolo sottrae le credenziali API di un’azienda per eseguire i propri workload AI a spese della vittima, potenzialmente generando centinaia di migliaia di richieste nel giro di pochi minuti. La crescente sofisticazione delle minacce legate all’AI tenderebbe strutturalmente ad aumentare la domanda di soluzioni di sicurezza avanzate.
Tuttavia, gli ETF focalizzati sulla cybersecurity, con posizioni concentrate su Palo Alto Networks, CrowdStrike, Fortinet e Zscaler, sembrerebbero già incorporare una parte consistente di questo scenario positivo nelle loro valutazioni attuali. Palo Alto Networks mostra una traiettoria particolarmente ripida sul piano grafico, e questo tipo di configurazione merita sempre una riflessione attenta sul rapporto tra prezzo pagato e valore reale ottenibile.
Qualche ETF
Sul fronte del software enterprise e dell’infrastruttura applicativa, il WisdomTree Cloud Computing UCITS ETF , indicizzato al BVP Nasdaq Emerging Cloud Index. Questo strumento seleziona aziende pure-play nel modello SaaS (come Salesforce, ServiceNow e Datadog) con una metodologia equal-weighted, riducendo l’eccessiva concentrazione sui singoli pesi massimi e catturando la riaccelerazione dell’AI agentiva lungo l’intera filiera del software. A cui si aggiungono:
- L&G Cyber Security UCITS ETF : pioniere del settore in Europa, replica l’ISE Cyber Security UCITS Index e offre un’esposizione bilanciata sia ai leader consolidati (Palo Alto Networks, CrowdStrike, Fortinet) sia a realtà emergenti nella protezione delle infrastrutture cloud.
- iShares Digital Security UCITS ETF : segue l’indice STOXX Global Digital Security, allargando il perimetro dai software pure-play di difesa digitale ai fornitori di chip sicuri e gestione dei dati crittografici.
- First Trust Nasdaq Cybersecurity UCITS ETF : traccia il Nasdaq CTA Cybersecurity Index, con una focalizzazione mirata sui fornitori di servizi di sicurezza endpoint, cloud detection e threat intelligence.