Non solo Apple. McDonald’s, Amazon, FCA: le altre multinazionali stangate dalla UE

Antonio Atte

31/08/2016

31/08/2016 - 09:25

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Apple non è l’unica multinazionale finita nel mirino della Commissione Europea per aver ricevuto vantaggi fiscali illeciti. Ecco le altre aziende stangate.

Non solo Apple. McDonald’s, Amazon, FCA: le altre multinazionali stangate dalla UE - La Commissione Europea ha condannato la Apple a rimborsare al governo irlandese tasse non versate per un totale di 13 miliardi di euro (più interessi) a causa di un accordo fiscale ritenuto illegittimo, in base al quale la multinazionale statunitense ha beneficiato di un’aliquota all’1% nel 2013, crollata allo 0,005% nel 2014, mentre la normale aliquota irlandese è fissata al 12,5%.

Grazie a questo tax ruling, l’azienda di Cupertino ha versato 50 euro per ogni milione di utili raggiunti. Il governo irlandese ha annunciato che farà ricorso contro la decisione della Commissione per “difendere l’integrità del nostro sistema fiscale”.

La società fondata da Steve Jobs e guidata da Tim Cook ha commentato la stangata spiegando che

“La Commissione vuole riscrivere la storia di Apple in Europa, ignorando le leggi fiscali irlandesi (…) La decisione avrà un profondo e negativo impatto sugli investimenti e l’occupazione in Europa”.

Da FCA a Starbucks: le altre multinazionali stangate dalla Commissione

Ad ogni modo Apple non è l’unica multinazionale a essere finita nel mirino della UE per aver beneficiato di un sistema fiscale che non rispetterebbe le regole del mercato.

Starbucks, famosa catena statunitense di caffetterie, è accusata di aver ricevuto dai Paesi Bassi vantaggi fiscali illeciti dal 2008 ai giorni nostri per un ammontare di 20-30 milioni di euro.

Sono 700, invece, i milioni contestati alla belga Anheuser-Busch InBev, azienda attiva nella produzione di bevande alcoliche e analcoliche.

Mentre è ancora da definire l’ammontare delle tasse dovute da Amazon e McDonald’s al fisco lussemburghese, nella lista delle multinazionali “aiutate” spunta anche FCA, la cui controllata Fiat Finance and Trade, secondo la Commissione Europea, avrebbe pagato solo una minima parte delle tasse dovute al fisco del Lussemburgo: una cifra compresa tra i 20 e i 30 milioni di euro per il periodo che va dal 2012 ai giorni nostri. “Vantaggi fiscali selettivi” giudicati “incompatibili con le norme europee sugli aiuti di Stato”.

Lo scorso aprile, il commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager aveva dichiarato che “il Lussemburgo ha recuperato da Fiat Lux la totalità degli aiuti illegali ricevuti” grazie al tax ruling tra l’azienda guidata da Sergio Marchionne e il governo lussemburghese. Tutte le aziende condannate hanno comunque fatto ricorso alla Corte di Giustizia europea.

Ma la decisione presa ieri dalla Commissione Europea nei confronti di Apple è destinata ad avere un impatto notevole sul piano politico e a complicare ulteriormente i rapporti commerciali tra le aziende USA e il Vecchio Continente, anche alla luce dell’ormai annunciato fallimento del TTIP, il super accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti e l’Unione Europea.

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