«Lo sport non è più solo cultura o intrattenimento; è una classe di attività scalabile e investibile».
Lo scrive nero su bianco Apollo Academy in un suo report pubblicato a dicembre 2025 che si concentra sull’ecosistema sportivo e sulle sue notevoli potenzialità.
A fronte infatti di un valore economico particolarmente resiliente alle turbolenze internazionali, gli investimenti fino a questo momento non sono stati così importanti come ci si sarebbe potuto attendere. La tendenza, però, è evidentemente in evoluzione ed è sempre più visibile anche agli occhi di chi non è un addetto ai lavori. Anche perchè gli elementi attrattivi dello sport agli occhi di una realtà di private equity non potevano probabilmente essere ignorati per sempre.
Lo sport, ecosistema da 2,5 trilioni di dollari
L’analisi di Apollo Academy si apre con una cifra che impressiona solo a leggerla perchè fa entrare in ordini di grandezza che realmente sono di difficile immaginazione: l’ecosistema sportivo nel suo complesso infatti è un’industria globale da 2,5 trilioni di dollari e si è espanso ben oltre i biglietti e le sponsorizzazioni locali, trasformandosi in un ecosistema globale diversificato che abbraccia media, merchandising, benessere e intrattenimento dal vivo, con una monetizzazione scalabile su più canali. Potrebbe bastare solo questo per far smuovere qualcosa nelle strategie di fondi e investitori istituzionali, se non bastasse si sono create delle situazioni congiunturali che probabilmente hanno reso necessario e inevitabile l’ingresso del capitale istituzionale nello sport.
Poiché infatti le valutazioni di singoli club, interi campionati o competizioni hanno superato valori alla dei singoli azionisti, proprio le leghe hanno aperto le porte al private equity, ai fondi sovrani e ai fondi pensione. La partecipazione istituzionale è ancora agli inizi, una situazione che offre ai pionieri di questo genere di operazioni un vantaggio strutturale nell’orientarsi nei quadri normativi delle leghe, nell’assunzione del rischio e nell’affermazione della propria credibilità. In più, con la maggior parte dei franchising ancora sottoindebitati, con un rapporto prestito/valore di circa il 10%, e con i finanziatori tradizionali lenti a impegnarsi, rimane ancora molto spazio per soluzioni di credito privato e di finanziamento ibrido per ottimizzare i bilanci, sbloccare la liquidità e catturare un rialzo simile al capitale azionario con un rischio simile al credito.
Lo sport è un asset durevole nel tempo e resiliente
Il report di Apollo Academy approfondisce ulteriormente i motivi che rendono lo sport un settore di investimento con peculiarità pressochè uniche e difficilmente riscontrabili altrove. Gli asset sportivi, per esempio, hanno registrato un tasso di crescita composto di circa il 13% annuo negli ultimi sei decenni. Il loro numero relativamente basso, accompagnato però da una portata globale e da una profonda risonanza emotiva li rendono insolitamente resistenti ai cambiamenti tecnologici e alla volatilità macroeconomica. Basti pensare a come lo sport, tutto sommato, abbia in qualche modo resistito ai violentissimi colpi assestati all’economia mondiale dalla pandemia da Covid 19. Capacità di adattamento alle circostanze con continuo sviluppo che si osserva anche quando si va ad analizzare la componente dei diritti di trasmissione delle competizioni sportive. Gli eventi in diretta continuano a essere il principale motore di crescita del pubblico di massa, sostenendo oltre 60 miliardi di dollari in contratti mediatici annuali, legati all’inflazione, che ancorano le valutazioni dei franchise e funzionano come flussi di entrate di lunga durata, di tipo infrastrutturale.
Attenzione poi all’elemento di fidelizzazione del pubblico, altro elemento che più difficilmente di altri risente delle variazioni all’interno dei cicli economici. Con un legame più di tipo emozionale che non razionale, lo spettatore, l’appassionato o il tifoso di sport è più difficile che possa abbandonare quel rapporto che si è creato nel tempo con una squadra, un giocatore, un evento. Il prossimo grande fatto che sta arrivando e in parte è già arrivato a mutare ulteriormente lo sport è l’intelligenza artificiale: da una parte potrebbe consentire a un numero notevole di persone di avere più tempo libero, da dedicare anche alla visione o alla partecipazione di grandi eventi sportivi dal vivo; dall’altra squadre e leghe hanno già iniziato a utilizzare l’AI per ottimizzare il prezzo dei biglietti, lo scouting dei talenti e la gestione delle trasmissioni, riducendo i costi e migliorando i margini.