Naspi anche per gli autonomi: per la Corte di Giustizia hanno diritto alla disoccupazione

Anche i lavoratori autonomi che cessano la loro attività professionale per colpa della crisi economica hanno diritto all’indennità di disoccupazione: lo ha stabilito la Corte di Giustizia europea. Quali conseguenze per la Naspi?

L’indennità di disoccupazione (la Naspi in Italia) deve essere riconosciuta anche ai lavoratori autonomi che cessano la loro attività: lo ha dichiarato la Corte di Giustizia europea in quella che probabilmente sarà ricordata come una delle sentenze più importanti del 2018 per il diritto del lavoro.

Ricordiamo infatti che oggi l’indennità di disoccupazione, in Italia così come in altri Paesi dell’Unione Europea, è riconosciuta ai soli lavoratori dipendenti che perdono il lavoro per cause indipendenti alla loro volontà.

La Naspi non spetta né ai dipendenti della Pubblica Amministrazione assunti a tempo indeterminato né appunto agli autonomi. Per quest’ultimi però la situazione potrebbe cambiare a breve perché con la sentenza C-442/16 del 20 dicembre scorso la Corte di Giustizia ha stabilito che tutti gli stati membri dell’Unione Europea dovranno uniformarsi alle nuove disposizioni.

Una sentenza alla quale presto il nostro ordinamento dovrà adeguarsi, estendendo agli autonomi il diritto alla Naspi. Naturalmente, come avviene per i lavoratori dipendenti, non tutti gli autonomi avranno diritto all’indennità di disoccupazione, ma solamente quelli che cessano l’attività lavorativa per cause estranee alla loro volontà; facciamo chiarezza.

Naspi agli autonomi: la disoccupazione involontaria

La recente sentenza della Corte di Giustizia europea si fonda sul fatto che il principio di disoccupazione involontaria non è limitato al lavoro subordinato poiché comprende anche quelle attività professionali autonome cessate per ragioni “indipendenti dalla volontà della persona interessata”.

Tra le ragioni indipendenti ad esempio ci potrebbe essere la crisi economica che porta il lavoratore autonomo alla chiusura della propria attività, sia essa commerciale che professionale. In tal caso per la Corte di Giustizia questo avrebbe diritto all’ammortizzatore sociale dell’indennità di disoccupazione alla pari degli altri lavoratori dipendenti.

Inoltre, secondo la Corte di Giustizia, hanno diritto all’indennità anche i lavoratori autonomi non cittadini dello Stato in cui hanno avviato la loro attività; questi avendo pagato regolarmente tasse e contributi devono essere trattati alla pari dei cittadini, percependo la disoccupazione fino a quando mantengono il diritto di soggiorno.

Il caso di specie

La vicenda esaminata dalla Corte di Giustizia riguarda un cittadino rumeno che dopo 5 anni di attività è stato costretto a chiudere la sua attività di imbianchino per mancanza di lavoro.

Questo, dopo essersi trasferito in Irlanda, decide di chiedere l’indennità di disoccupazione che lì viene riconosciuta anche agli autonomi dal 2005.

La sua richiesta però viene respinta, motivata dalla direttiva comunitaria 2204/38 che nell’articolo 3 stabilisce che i lavoratori degli Stati membri dell’Unione Europea di circolare liberamente nei territori dell’UE, ma per periodi superiori ai tre mesi solo se trovano un lavoro.

Tuttavia, la Corte di Giustizia ha accolto il ricorso presentato dal cittadino rumeno, motivando la sentenza sulla tutela del diritto di soggiorno dell’interessato, ossia sul principio per cui uno straniero regolarmente residente nel territorio di uno Stato membro ha il diritto di beneficiare degli stessi aiuti che questo riconosce ai lavoratori cittadini.

Questa sentenza quindi potrebbe avere diversi risvolti: ad esempio, un cittadino straniero che ha maturato in un altro Paese dell’Unione Europea i requisiti per beneficiare dell’indennità di disoccupazione Naspi potrebbe comunque farne richiesta.

Allo stesso modo, un cittadino italiano costretto a chiudere l’attività per motivi non legati alla sua volontà potrebbe trasferirsi in Irlanda per beneficiare dell’indennità di disoccupazione che lì viene concessa anche agli autonomi. Nell’attesa che anche il nostro ordinamento, prendendo atto di quanto affermato dalla Corte di Giustizia sul principio della “disoccupazione volontaria”, si adegui alle disposizioni comunitarie estendendo il diritto alla Naspi anche ai lavoratori autonomi.

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