L’attuale fase di mercato sta evidenziando una notevole pressione al ribasso sull’indice Nasdaq, che rischia seriamente una debacle in caso di perdita dei supporti chiave di breve termine. Da inizio anno perde già quasi il 13%
L’attuale fase ad alta volatilità sui mercati finanziari globali sta scuotendo non poco l’indice azionario americano Nasdaq-100, che ha chiuso l’ultima seduta della scorsa ottava con una flessione del 3,44% a 4.024,47 punti. L’indice che comprende i 100 principali titoli americani del settore hi-tech ha perso quasi il 13% da inizio anno e ora rischia seriamente di perforare con decisione il supporto chiave di area 4.000 punti. Da un punto di vista tecnico sarebbe una vera e propria catastrofe, in quanto i prezzi si dirigerebbero rapidamente a 3.800 – 3.700 punti con la possibilità di effettuare subito un altro breakout ribassista con successivo target a 3.400 punti.
Dietro la debacle dell’indice c’è il significativo dietrofront di numerosi titoli, che fino a qualche tempo fa correvano con grande forza aggiornando spesso i livelli più alti di sempre. La sensazione è che gli investitori non siano più disposti a comprare a prezzi così alti, soprattutto in una fase di turbolenza finanziaria come quella attuale e in vista di nuove strette sui tassi di interesse da parte della Federal Reserve. L’indice Nasdaq-100, che a dicembre sfiorava quota 4.740 punti, a un passo dal record storico di 4.816 punti toccato nel marzo 2000, potrebbe aver intrapreso la via del ribasso, che dovrebbe portare a nuovi deprezzamenti nelle prossime settimane.
La performance peggiore nell’ultima sessione è stata quella di LinkedIn, il social network per professionisti che in passato veniva considerato come uno dei titoli più stabili e promettenti. Le azioni hanno perso in un solo colpo il 43,63% del proprio valore, bruciando circa 10 miliardi di dollari di capitalizzazione, a seguito della pubblicazione di una trimestrale nettamente sotto le attese degli analisti finanziari (in particolare la crescita della raccolta pubblicitaria è scesa al 20% dal 56%). Il titolo è crollato fino a 102,81, per poi chiudere a 108,38. Un anno fa il titolo valeva più di 230 dollari. Tra le altre azioni hi-tech sono in caduta libera anche Amazon (-6,36%), Apple (sempre sotto i 100 dollari), Facebook e Twitter (ai minimi storici in area 15,5 dollari).