Multa per assembramento, sia in pubblico che in casa: cosa si rischia

Resta il divieto di assembramento sia in pubblico all’aperto che dentro casa. Dal 3 giugno via libera agli spostamenti anche fuori regione ma feste private e riunioni sono ancora vietate. Ecco le sanzioni.

Multa per assembramento, sia in pubblico che in casa: cosa si rischia

Continua la “lotta” contro gli assembramenti a colpi di multe. Il divieto si estende sia ai raggruppamenti di persone all’aperto, ad esempio in strada, nei negozi o nei parchi cittadini, sia dentro casa.

Questo significa niente via libera a party casalinghi e cene allargate tra amici e parenti, nemmeno a partire dal 3 giugno 2020.

Chi crea un assembramento rischia la multa da 400 a 3000 euro, importo che varia in base alla gravità della condotta e ad eventuali infrazioni precedenti.

Non è facile dare una definizione esatta del termine “assembramento” e stabilire quante persone lo formano, ma senza dubbio è bene evitare luoghi affollati, uscite di gruppo e comitive. Occorre sempre rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro e indossare la mascherina protettiva il più possibile.

Il divieto di assembramento - sia nei luoghi pubblici che in casa - non vale per i conviventi e gli appartenenti allo stesso nucleo familiare.

Assembramento, attenzione alle multe

L’emergenza coronavirus ha fatto entrare nel nostro vocabolario quotidiano il termine assembramento e ne avremo a che fare ancora per un po’, almeno per tutta la Fase 2, quella di convivenza con il virus.

Con la bella stagione, la voglia di uscire e la riapertura di bar e ristoranti, il rischio di creare assembramenti è dietro l’angolo. Si tratta però di un comportamento vietato che può dar luogo a multe salate. Tale divieto non cessa a partire dal 3 giugno, data che segna la riapertura degli spostamenti interregionali ma non del distanziamento sociale.

Le Forze dell’ordine pattugliano le città, soprattutto le vie della movida, per ammonire chi esce in gruppo e non rispetta il distanziamento sociale e qualsiasi cittadino può denunciare gli assembramenti con una semplice chiamata.

Non solo, a breve potremmo avere a che fare con gli assistenti civici, cittadini volontari con il compito di impedire gli assembramenti e garantire il rispetto del distanziamento sociale. Qui le novità sul bando per il reclutamento di 60 mila assistenti civici.

Divieto di assembramento, quali conseguenze?

Per chi infrange il divieto trova applicazione la sanzione amministrativa stabilita nel decreto Cura Italia: la multa da 400 a 3000 euro, con possibilità di incremento fino alla metà in caso di più comportamenti reiterati.

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