Mps: entra Morelli, esce Tononi. E Passera prepara la cordata

Antonio Atte

15/09/2016

Mps: dimissioni al sorpresa del presidente Massimo Tononi nel cda che ha nominato Marco Morelli nuovo ad. Intanto Corrado Passera studia una cordata di 4 private equity.

Mps: entra Morelli, esce Tononi. E Passera prepara la cordata

Mps: entra Morelli, esce Tononi. Ieri a sorpresa, nel corso del cda che ha affidato a Marco Morelli l’incarico di amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena dopo l’addio di Fabrizio Viola, sono arrivate anche le dimissioni del presidente Massimo Tononi, il cui passo indietro - come si legge in un comunicato diffuso da Rocca Salimbeni - arriva a “fronte del completamento della fase preliminare dell’operazione di rilancio della banca che, con l’assemblea di prossima convocazione, prenderà definitivo avvio”.

L’operazione di salvataggio targata Jp Morgan - la quale guida insieme a Mediobanca il consorzio di garanzia per l’aumento - e approvata il 29 luglio dalla BCE può dunque procedere senza intoppi.

Morelli, che conosce bene l’istituto senese (dal 2006 al 2010 è stato vicedirettore generale di Mps), ha davanti a sé una sfida assai complicata: innanzitutto, l’ex numero uno italiano di Bofa Merrill Lynch dovrà mettere a punto un piano industriale, poi sarà chiamato a varare un maxi aumento di capitale da 5 miliardi di euro.

Mps, però, potrà rivolgersi al mercato non prima di aver ultimato la pulizia dei crediti deteriorati che appesantiscono il suo bilancio: circa 27 miliardi di sofferenze lorde (9 miliardi netti).

Mps: slitta l’aumento di capitale

Morelli ricoprirà anche il ruolo di direttore generale ed entrerà in carica dal 20 settembre.

Con il suo arrivo, l’aumento di capitale - inizialmente atteso entro la fine del 2016 - è destinato a slittare di qualche settimana, forse addirittura alla primavera del 2017, ovvero a un’accettabile distanza di sicurezza dal prossimo referendum costituzionale, che avrà luogo tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre.

Nel frattempo il banchiere romano potrà sciogliere il nodo del coinvolgimento o meno dei titolari di bond subordinati (proponendo una conversione volontaria in azioni che limiterebbe non di poco l’entità della ricapitalizzazione da 5 miliardi) e magari trovare qualche investitore di peso (anchor investor) disposto a scommettere sul futuro di una banca che, va ricordato, dal 2012 al 2015 ha varato aumenti di capitale per 12 miliardi, tutti andati in fumo.

Mps: Grilli al posto di Tononi? Intanto Passera studia la cordata

Al posto di Massimo Tononi, per la presidenza di Mps si fa il nome dell’ex ministro del Tesoro Vittorio Grilli, numero uno di Jp Morgan in Europa, Africa e Medio Oriente.

Intanto Corrado Passera - ex ministro dello Sviluppo Economico ed ex ad di Intesa Sanpaolo, in buoni rapporti con Grilli - continua a lavorare al suo piano per Mps, che prevede l’intervento di una cordata di quattro private equity che inietterebbero 2,5 miliardi di euro nell’istituto senese, rendendo così non necessario il ricorso al mercato.

Il piano di Passera ricalca grosso modo il progetto presentato in extremis a fine luglio e bocciato dal cda senese, solo che questa volta non è contemplata la garanzia della svizzera Ubs sui 2,5 miliardi di euro.

Ambienti vicini al banchiere, inoltre, hanno smentito le voci circa una possibile candidatura di Passera alla presidenza di Mps.