Mobilità scuola 2016: continuano le proteste dei docenti del sud. Quanto costa il trasferimento?

Stefania Manservigi

8 Agosto 2016 - 18:15

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Continuano le proteste dei docenti del sud che, a causa del piano mobilità 2016 nella scuola, sono stati trasferiti al nord. Quanto costa agli insegnanti interessati questo trasferimento?

Tra i risultati del concorso e quelli del piano mobilità si tratta di un’estate rovente per il comparto della scuola.
Continuano le proteste degli insegnanti contro i trasferimenti di sede che sono stati previsti dal piano straordinario di mobilità.
A essere colpiti dal piano di mobilità sono in particolar modo i docenti del Sud che, da settembre, saranno chiamati in massa a trasferirsi a lavorare al Nord. Proprio per protestare contro il trasferimento che è stato disposto da Viale Trastevere nella mattinata di oggi è stata organizzata una manifestazione unitaria nelle città di Bari, Catania, Palermo e Potenza.
Tra le ragioni dei professori interessati dall’esodo ci sarebbe anche il danno economico derivante dal trasferimento dal Sud al nord. Quanto costerebbe agli insegnanti interessati questo trasferimento?

Mobilità scuola 2016: le proteste e le ragioni del Governo
A intervenire sulle polemiche alzate dai docenti che sono stati trasferiti a lavorare al Nord è stato il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che ha così spiegato:

«Ci stiamo occupando della mobilità, è un processo normale di questi tempi nel mondo della scuola, quest’anno c’è un piano di mobilità straordinario.»

Piano di mobilità che è stato messo sotto accusa sia dai docenti che dai sindacati che hanno parlato di esodo vergognoso causato da una legge, la 107 del 2015, incostituzionale e da un algoritmo che non tiene

«conto delle situazioni personali e familiari e dei tanti anni passati nella scuola».

A cercare di fare il punto della situazione è il Ministro Giannini:

«La mobilità generale quest’anno riguarda 200 mila insegnanti. La stragrande maggioranza chiede come ogni anno il trasferimento, e lo ottiene, nelle sedi desiderate e limitrofe».

Chi sono dunque quei docenti che dal Sud sono stati trasferiti al Nord?

«è una percentuale inferiore al 10%», sono «i neoassunti, i più giovani di servizio, entrati con la Buona scuola. I posti sono per lo più al Nord e al Centro Nord e la maggior parte delle persone che desidera fare l’insegnante, e a questo punto lo può fare con un contratto stabile e definitivo, viene dal Sud. E’ un processo che la scuola italiana ha sempre avuto».

Secondo il Ministro, dunque, la possibilità di un trasferimento era nota.

«Ci stiamo occupando della mobilità, è un processo normale di questi tempi nel mondo della scuola, quest’anno la differenza è che è un piano di mobilità straordinario, perché lo scorso anno abbiamo approvato una legge dello Stato, la 107, la cosiddetta Buona Scuola che ha immesso 90mila nuovi insegnanti. Di questi 90mila una piccola parte sono soggetti a uno spostamento che sapevano per legge li avrebbe interessati quest’anno. Con la differenza rispetto a quanto avveniva nel passato che partono con un contratto in tasca a tempo indeterminato ma che al momento in cui si fanno le valigie, pur sapendolo e avendo spontaneamente accettato questa inevitabile condizione che la legge prevede, chiaramente e comprensibilmente, dal mio punto di vista, hanno un disagio però si tratta di numeri».

Mobilità scuola 2016: quanto costa il trasferimento agli insegnanti?
Tra le ragioni di protesta addotte dagli insegnanti del Sud interessati dal trasferimento al nord ci sarebbe, oltre alle situazioni familiari e personali, il danno economico che sarebbero costretti a subire a causa del diverso livello dei prezzi. Ciò significa che non solo si verrebbe trasferiti a centinaia di km da casa, ma si rischierebbe anche di guadagnare di meno.
A confermare le paure degli insegnanti sarebbe stata una ricerca di tre economisti, il presidente dell’Inps Tito Boeri, Enrico Moretti e Andrea Ichino.
Prendendo in considerazione lo stipendio medio di un insegnante delle scuole primarie che si aggira intorno ai 1.300 euro, infatti, secondo lo studio diventerebbe il 32 per cento più basso, in termini reali, se ci si trova ad insegnare a Milano rispetto a Ragusa. La situazione peggiora, ovviamente, se si considera che gli insegnanti chiamati al trasferimento al Nord sarebbero anche costretti a pagare un affitto.

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