Migranti, cosa cambia con il nuovo governo Draghi

Alessandro Cipolla

17/02/2021

23/08/2021 - 13:01

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L’immigrazione è una delle tante patate bollenti che nei prossimi mesi potrebbero finire nelle mani di Mario Draghi: con la Lega che ha chiesto un cambio di passo, cosa potrebbe cambiare per le politiche migratorie con il nuovo Governo?

Cosa può cambiare per quanto riguarda l’immigrazione con il nuovo governo Draghi? Vista la presenza della Lega nella maggioranza, ma anche la conferma nella lista dei ministri di Luciana Lamorgese al Viminale, quello dei migranti rischia di essere un possibile terreno di scontro all’interno dell’esecutivo.

Le premesse non sono delle migliori a riguardo, con il Carroccio che ha chiesto un cambio di passo nella gestione delle politiche migratorie rispetto al Conte-bis, puntando pure a inserire un suo uomo al Ministero dell’Interno quando a breve dovranno essere nominati i sottosegretari.

Al momento gli sbarchi sono rallentati dall’inverno, ma appena tornerà la bella stagione alla prima nave carica di immigrati in attesa di attracco in un porto italiano la questione potrebbe esplodere di nuovo.

Del resto appare difficile far coincidere sull’immigrazione le posizioni del Partito Democratico e della Lega, con Mario Draghi che non a caso avrebbe chiesto una sorta di “pace politica” tra i partiti che sostengono il suo Governo.

Immigrazione: cosa cambia con il governo Draghi

Anche se la pandemia in corso ha fatto scivolare tutte le altre grandi problematiche in secondo piano, il tema dell’immigrazione potrebbe essere una autentica patata bollente per il nuovo Presidente del Consiglio.

Durante il suo intervento al Senato, l’ex governatore ha spiegato come l’Italia chiederà un “rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e la responsabilità effettiva”, migliorando la “politica europea per i rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale”.

Con la conferma di Luciana Lamorgese al Viminale, Mario Draghi ha dato comunque un segnale di continuità con il Conte-bis, facendo tirare un bel sospiro di sollievo anche a Bruxelles dove sono memori del periodo gialloverde.

Nei giorni caldi delle consultazioni, da Matteo Salvini che scalpitava di poter entrare nella maggioranza erano arrivate parole più dolci sulla questione migranti: “Sul tema immigrazione noi proporremo l’adozione della legislazione europea”.

Nelle stesse ore “stranamente” nessuna polemica è stata innescata dal leader del Carroccio mentre la Ocean Vikings, con 422 migranti a bordo, chiedeva e poi otteneva il permesso di poter attraccare ad Augusta in Sicilia.

È bastato però che il nuovo Governo giurasse che Salvini, ospite di Mezz’ora in più, è tornato alla carica sull’argomento invocando un “ cambio di passo nella lotta alla droga, alla mafia e nella gestione dell’immigrazione clandestina” rispetto alla precedente gestione Lamorgese.

Io non voglio politiche sovraniste - ha poi aggiunto Salvini - ma solo applicare quello che fanno altri Paesi. Draghi ha detto che i confini italiani sono confini europei, non era un capriccio di Salvini. Penso che Draghi abbia l’autorevolezza per ottenere in Europa quello che Conte non è riuscito a ottenere”.

Considerando lo stato di perenne campagna elettorale dei partiti nostrani, a fine primavera si voterà per una delicatissima tornata delle elezioni amministrative (urne aperte a Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna), facile pensare che l’immigrazione possa essere nei prossimi mesi uno dei terreni di scontro all’interno del Governo.

Con una maggioranza così variopinta non sarà facile per Mario Draghi mantenere il clima sereno nell’esecutivo. La strategia sui migranti dovrebbe essere quella di continuare sulla linea-Lamorgese cercando una maggiore collaborazione da parte dell’Europa.

Questo però potrebbe inevitabilmente portare a delle tensioni con la Lega: se i partiti già stanno litigando sulle piste da sci, figuriamoci cosa potrà avvenire quando ci si avvicinerà alle amministrative.

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