Metalli preziosi in profondo rosso: ORO verso 1.200$, ARGENTO ai minimi da 15 mesi

Nicola D’Antuono

12 Settembre 2014 - 08:43

L’oro è sceso sui minimi da fine gennaio a 1.232$ l’oncia, mentre l’argento è crollato sotto 18,5$ ai minimi da fine giugno 2013

Metalli preziosi in profondo rosso: ORO verso 1.200$, ARGENTO ai minimi da 15 mesi

E’ una fase davvero molto complicata per i metalli preziosi, che stanno soffrendo tantissimo il tapering e le aspettative di rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti a partire dalla prima parte del 2015. A mettere al tappeto l’oro e l’argento ci ha pensato poi il super-dollaro: il biglietto verde e i metalli preziosi presentano una storica correlazione inversa.

Il recente boom del greenback sta favorendo la discesa dei due metalli, che sembrano non essere in grado di reagire nemmeno quando aumentano le tensioni geopolitiche in Ucraina e in Iraq. Ciò dimostra che attualmente l’oro e l’argento hanno perso lo status di bene rifugio, che da sempre li aveva contraddistinto nelle fasi di maggiore turbolenze sia economico-finanziarie che geopolitiche.

Sui mercati asiatici le vendite di oro hanno spinto i prezzi fino a 1.232$ l’oncia: si tratta del livello più basso da fine gennaio scorso. La perdita del supporto chiave di 1.240$, se confermata in chiusura di settimana, potrebbe spingere altri investitori a puntare sullo short spingendo ancora più in basso le quotazioni del metallo giallo.

A questo punto si può stimare un approdo sull’area di supporto, nonché soglia psicologica di 1.200$, o addirittura un nuovo test dei minimi dello scorso anno posti a 1.180$ l’oncia. Secondo gli analisti finanziari la debolezza dell’oro dipende anche dalle scarse richieste dai grandi consumatori asiatici, ovvero Cina e India. Inoltre le banche centrali dei paesi emergenti hanno ridotto sensibilmente gli acquisti.

La domanda di oro fisico appare decisamente debole anche nel settore della gioielleria e delle monete, mentre la domanda per investimenti resta sottotono con i deflussi di capitale in aumento negli Etf. Oltre all’oro è in grande difficoltà l’argento, che stanotte ha toccato il minimo più basso degli ultimi 15 mesi a 18,46$ l’oncia. Il metallo grigio ha raggiunto un’area di supporto di lungo periodo fondamentale che, se dovesse essere perforata, potrebbe spingere i prezzi verso 17$ prima e 15$ poi.

Da inizio anno la performance dell’oro resta leggermente positiva, ma ora solo del 2,6%. Bisogna ricordare che nel primo trimestre dell’anno il metallo giallo aveva sfiorato quota 1.400$ l’oncia, al culmine della tensione in Ucraina a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia. Da allora è avvenuto un vistoso crollo, che ha portato l’oro a perdere il 12% del proprio valore. Male, invece, l’argento, che da inizio anno perde il 4,6%. Negli ultimi due mesi, a partire dai top di area 21,6$ l’oncia toccati il 10 luglio scorso, il silver ha ceduto il 16%.