Investment Certificate: gli strumenti per iniziare il 2019 con cautela

La volatilità che abbiamo visto in questi ultimi mesi del 2018 potrebbe caratterizzare anche la prima finestra del nuovo anno. Ecco perché potrebbero diventare interessanti alcuni prodotti come gli Investment Certificate che permettono di puntare sia sui ribassi di alcune azioni sia di ottenere ritorni anche in caso di moderate discese dei sottostanti

Investment Certificate: gli strumenti per iniziare il 2019 con cautela

Il 2018 è stato un anno molto difficile per le Borse mondiali e c’è chi teme che il 2019 possa addirittura esser peggiore. Fra i principali timori degli analisti vi è quello di un rallentamento economico sincronizzato fra i Paesi sviluppati, con Stati Uniti ed Eurozona in prima fila.

Gli ultimi dati economici dell’anno non sono stati sufficientemente forti per scacciare questi dubbi e l’ultima mossa della Federal Reserve, che ha deciso di ridurre da tre a due i rialzi dei tassi d’interesse programmati per il 2019, conferma il clima di timore.

In questo quadro a livello operativo sembrano esser tornate alla ribalta le strategie basata su un’attenta selezione dei sottostanti finanziari da inserire in portafoglio (stock picking), oppure quelle più articolate basate su strategie di copertura dinamica del portafoglio.

Borse mondiali: inversione o fisiologica correzione?

Questa è la domanda più comune che al momento tutti gli operatori di mercato si pongono. Di fatto le percentuali di correzione dai massimi dell’anno da parte degli indici azionari di Wall Street iniziano a preoccupare ma in termini assoluti sono da considerarsi ancora contenute rispetto al movimento che ha caratterizzato l’evoluzione delle quotazioni dai minimi del marzo 2009.

L’impostazione rialzista sembra tuttavia aver accusato il colpo e a preoccupare gli investitori per il prossimo futuro è proprio la consistenza del ciclo economico, con alcuni dati macro tornati su livelli di allerta.

Dal punto di vista delle strategie di investimento di medio e lungo termine è meglio puntare su strumenti long o short? La risposta, come spesso accade, è nel mezzo e comunque dipende dal profilo di rischio di ogni singolo investitore e dalla volatilità che il mercato svilupperà nei prossimi mesi.

Cosa dice l’analisi tecnica


L’indice S&P 500, i livelli chiave; fonte Bloomberg

Come termometro per valutare lo stato di salute del mercato azionario, prendiamo in considerazione l’indice guida di Wall Street, ossia l’S&P 500. I segnali generati nell’ultimo trimestre non sono stati positivi.

Negativo in quest’ottica è stato il ritorno delle quotazioni sotto la soglia supportiva dei 2.530 punti, elemento che potrebbe anticipare la prosecuzione nel corso del prossimo anno del trend ribassista intrapreso dai massimi storici dello scorso 21 settembre a 2.940 punti. Osservando un grafico di lungo periodo, il paniere Usa appare proiettato nel medio-lungo termine verso un ritorno in area 2.200 punti. Dai valori attuali implicherebbe un’ulteriore discesa dei prezzi di oltre il 10%.

Strategie operative, profili di rischio e Certificati d’investimento più adeguati

Una variabile da tenere in forte considerazione è la volatilità. L’indice VIX sta concludendo l’anno a ridosso di quota trenta, sui massimi del secondo semestre ma ancora lontano dai picchi di volatilità toccati a febbraio 2018. Quota 30 però è un livello da tenere sotto stretta osservazione.

Se la volatilità si dovesse mantenere sotto questo livello, la fase di consolidamento di Wall Street rimarrebbe l’opzione più concreta. Se invece l’argine dei 30 punti dovesse cedere potremmo anche rivedere discese consistenti e marcate.


Indice VIX vicino a quota 30 punti; fonte Bloomberg

Investire in un contesto di mercato così risulta dunque alquanto complicato, specie per gli investitori meno dinamici. A livello operativo gli strumenti più adeguati in questa fase sembrerebbero quelli che puntano su un ribasso delle Borse. Non va però dimenticato che i mercati difficilmente e raramente si muovono con movimenti unidirezionali. Partendo da questa considerazione, ecco che in caso di consolidamento dei recenti ribassi o di eventuali rimbalzi dei listini azionari globali anche strumenti come i Certificati d’investimento potrebbero rappresentare una valida alternativa.

Gli investitori con una visione ribassista potrebbero in quest’ottica considerare i Reverse Memory Cash Collect Certificate.

Strumenti d’investimento adatti a investitori dal profilo di rischio moderato, sono pensati per coloro che vogliono assicurarsi un flusso cedolare periodico durante la vita del Certificate. Questa tipologia di strumenti consente inoltro di avere una protezione condizionata anche in caso di rimbalzi contenuti delle quotazioni delle attività finanziarie sottostanti.

Secondo la struttura dei pay-off di questa tipologia di strumenti, l’investitore infatti riceve nel corso della vita del Certificate un premio periodico sia in caso di ribasso dell’attività finanziaria sottostante sia in caso di moderato rialzo. Unica condizione è che il prezzo del sottostante si mantenga al di sotto della barriera fissata dall’emittente. L’effetto memoria poi rende ancor meno aleatoria la possibilità di incasso dei premi rispetto alla versione tradizionale dei Cash Collect Certificate.

Un esempio per guadagnare anche se la borsa scende: il Memory Cash Collect Certificate su Saipem


Il quadro grafico di Saipem

Andando a vedere i Certificati Reverse Memory Cash Collect presenti sul mercato italiano, i sottostanti di molti di essi appartengono al mondo bancario del Vecchio Continente.

Come dimostrato dalle quotazioni di Borsa degli ultimi mesi, uno dei comparti maggiormente sotto pressione. Ampliando invece la visione ai Memory Cash Collect Certificate, ecco che quello con sottostante Saipem (ISIN NL0013031453) potrebbe soddisfare le esigenze di una moltitudine di risparmiatori in ogni scenario di mercato.

Lo strumento ha infatti una Barriera posta a 2,9778 euro (in rosso nel grafico), un valore distante oltre 8 punti percentuali dagli attuali prezzi di Borsa. Dopo aver pagato ieri il primo premio incondizionato di 1,65 euro per Certificate posseduto, lo strumento prevede il pagamento di altri 7 premi trimestrali qualora alle date di rilevazioni intermedie Saipem valesse più della Barriera.

La discesa dei prezzi di Borsa del titolo ha inoltre spinto le quotazioni del Certificate abbondantemente sotto la soglia di parità. Attualmente sul mercato SeDeX di Borsa Italiana il Certificato passa di mano a circa 81,45 euro l’uno.

Il risparmiatore che acquistasse a questi prezzi potrebbe dunque ottenere un rendimento complessivo, senza prevedere la possibilità di scadenza anticipata, pari al 36,95% in meno di due anni. La performance sarebbe data dagli 11,55 euro incassati dai premi condizionati e dalla differenza, pari a 18,55 euro, tra il prezzo di rimborso a scadenza del Certificate, uguale a 100 euro per strumento detenuto, e il valore attuale di mercato.

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