Il nostro articolo di qualche giorno fa sulla chiusura di Megavideo ha suscitato una discussione nei commenti che raramente si vede quando parliamo degli argomenti che più ci competono, ovvero Forex e mercati.
Tutta questa concitazione è più che giustificata: gli operatori sul forex sono una micro-nicchia sul web, coloro che invece usano internet per vedere film e scaricare o ascoltare musica sono milioni, diciamo pure oltre il 90% degli utenti web italiani.
Ora l’attenzione di quest’orda di utenti web si sta spostando sulla questione PIPA & SOPA, le due proposte di legge presentate al congresso americano che rischiano di dare un taglio deciso alla diffusione indiscriminata di musica, film e prodotti di concetto in genere protetti dal diritto di autore sul web.
I motivi per cui gli utenti così affezionati allo streaming e i suoi derivati possono stare tranquilli sono almeno due:
- La silicon valley è con voi: le grosse corporation del web, capitanate da Google, si sono schierate contro PIPA e SOPA. Del resto anche Google, attraverso youtube, ha forti interessi nel settore specifico. In generale tutte le compagnie che lavorano in qualche modo con internet sono interessate: da chi vi fa stare sulle sue pagine a chi vi fornisce la banda per navigare, tutti tengono fortemente a mantenere in vita lo streaming e la disponibilità in genere di contenuti sul web.
- PIPA e SOPA sono mosse suicide: internet svolge ormai una funzione fondamentale per la promozione e la diffusione di contenuti, esattamente come le radio fino a qualche lustro fa. Siamo sicuri che se le Majors si rintanassero in un pugno di marketplaces la scelta si rivelerebbe vincente? O inizierebbe la diffusione di opere autoprodotte o prodotte esclusivamente per il web, con un modello di business nuovo?
© RIPRODUZIONE RISERVATA