Megavideo chiuso: PIPA e SOPA saranno la fine dello streaming?

Redazione

23/01/2012

Megavideo chiuso: PIPA e SOPA saranno la fine dello streaming?

Il nostro articolo di qualche giorno fa sulla chiusura di Megavideo ha suscitato una discussione nei commenti che raramente si vede quando parliamo degli argomenti che più ci competono, ovvero Forex e mercati.

Tutta questa concitazione è più che giustificata: gli operatori sul forex sono una micro-nicchia sul web, coloro che invece usano internet per vedere film e scaricare o ascoltare musica sono milioni, diciamo pure oltre il 90% degli utenti web italiani.

Ora l’attenzione di quest’orda di utenti web si sta spostando sulla questione PIPA & SOPA, le due proposte di legge presentate al congresso americano che rischiano di dare un taglio deciso alla diffusione indiscriminata di musica, film e prodotti di concetto in genere protetti dal diritto di autore sul web.

I motivi per cui gli utenti così affezionati allo streaming e i suoi derivati possono stare tranquilli sono almeno due:

  1. La silicon valley è con voi: le grosse corporation del web, capitanate da Google, si sono schierate contro PIPA e SOPA. Del resto anche Google, attraverso youtube, ha forti interessi nel settore specifico. In generale tutte le compagnie che lavorano in qualche modo con internet sono interessate: da chi vi fa stare sulle sue pagine a chi vi fornisce la banda per navigare, tutti tengono fortemente a mantenere in vita lo streaming e la disponibilità in genere di contenuti sul web.
  2. PIPA e SOPA sono mosse suicide: internet svolge ormai una funzione fondamentale per la promozione e la diffusione di contenuti, esattamente come le radio fino a qualche lustro fa. Siamo sicuri che se le Majors si rintanassero in un pugno di marketplaces la scelta si rivelerebbe vincente? O inizierebbe la diffusione di opere autoprodotte o prodotte esclusivamente per il web, con un modello di business nuovo?