E’ notizia di poche ore fa ma ha già fatto scalpore nel web e non solo: Megavideo è stato chiuso dopo l’arresto del proprietario da parte dell’FBI.
Il modello di business del sito di streaming megavideo e del sito di download megaupload dovevano aver creato davvero un bel pò di problemi a produttori televisivi e cinematografici, visto che oltre al danno di milioni di utenti che potevano fruire dei contenuti fuori dai normali canali distributivi (gli unici canali attraverso cui i produttori possono incassare) hanno subito anche la beffa di milioni di utenti che pagavano un abbonamento a megavideo per vedere questi contenuti senza che Megavideo ne possedesse i diritti.
Non è un caso infatti che, nel panorama ormai vasto dello streaming «pirata» coperto ormai anche da videoweed e videobb su tutti (ma anche youtube ospita interi film divisi in puntate, solo che spariscono in fretta di solito) sia stato proprio megavideo il primo (e per ora l’unico) ad essere colpito: un conto è mettere online una piattaforma che consente agli utenti di caricare contenuti e ad altri di visionarli, un conto è fare di questo modello un sistema il cui business si basa su una modalità premium a pagamento.
Mentre milioni di video-pirati nel mondo sperano che questo sia l’ultimo capitolo della saga internet/diritti di autore, un’ombra minacciosa si staglia sul mondo dello streaming e del P2P.
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