Mediaset e Sky sotto indagine per i diritti Tv della Serie A 2015-2018. Possibile accordo anticoncorrenza

Vittoria Patanè

19 Maggio 2015 - 12:21

Mediaset e Sky sotto indagine per i diritti Tv della Serie A 2015-2018. Secondo gli inquirenti avrebbero ostacolato la concorrenza con accordi sotto banco. La Lega favorì l’operazione

Mediaset e Sky sotto indagine per i diritti Tv della Serie A 2015-2018. Possibile accordo anticoncorrenza

Sky e Mediaset avrebbero siglato un accordo volto ad ostacolare la concorrenza sul mercato della pay tv. Sotto accusa le modalità d assegnazione dei diritti televisivi della Serie A.

Da qui parte l’indagine condotta da Antitrust e Guardia di Finanza. Gli uomini delle Fiamme Gialle starebbero attualmente perquisendo gli uffici di Milano e Roma della Lega calcio di Serie A, di Mediaset e Sky.

Secondo gli inquirenti, l’esito della vendita dei diritti tv per le stagioni 2015-2018 sarebbe arrivato in seguito a un accordo tra le due aziende e non alle offerte presentate nel corso dell’estate. La stessa Lega calcio si accontentò di 150 milioni in meno e favorì l’operazione, violando così le direttive europee. A confermare la tesi anche il fatto che le squadre di Serie A abbiano rinunciato a massimizzare gli introiti come, invece, prevedeva il bando.

L’indagine si riferisce a quanto accaduto nell’estate del 2014. Dopo mesi di battaglia, Sky riuscì ad aggiudicarsi l’intero campionato sul satellite, mentre a Mediaset andarono le partite delle migliori 8 squadre di serie A sul digitale terrestre (pari all’86% dello share).

L’azienda di Murdoch sborsò 572 milioni, quella di Berlusconi 373. La Lega calcio, per il triennio 2015-2018, ha dunque incassato 945 milioni a fronte dei 1.100 offerti dai concorrenti.

Scendendo nel dettaglio, Sky ottenne il lotto A, corrispondente ai diritti delle migliori 8 squadre per il satellite, per il quale aveva presentato l’offerta più alta. A questo si aggiunse però anche il lotto D, tutte le altre partite in esclusiva su satellite e digitale terrestre - nonostante la sua offerta fosse più bassa rispetto a quella presentata da Mediaset e Fox e superiore di soli 10 milioni rispetto a quella di Eurosport. Da sottolineare che l’azienda di Murdoch si aggiudicò il Lotto D attraverso Mediaset, mediante una sub-licenza approvata da Agcom e Lega.

A Mediaset andò invece il lotto B, diritti delle migliori 8 squadre sul digitale terrestre, nonostante la sua offerta fosse più bassa rispetto a quelle di Sky e Fox.

Insomma i diritti non vennero assegnati a chi aveva offerto di più, ma in base ad accordi tra le varie aziende. Questa l’ipotesi investigativa. Grazie a quest’intesa, Sky ha avuto 132 partite pagando 572 milioni di euro, 8 in più rispetto all’anno precedente quando però ne trasmetteva 78. Mediaset, con 373 milioni ottenne meno partite, ma riuscì comunque ad accaparrarsi l’offerta migliore grazie ai diritti della Champions League.