Matteo Messina Denaro: vita e guadagni del numero uno di Cosa Nostra

Antonio Cosenza

1 Ottobre 2021 - 20:22

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Continuano le ricerche di Matteo Messina Denaro, boss mafioso numero uno di Casa Nostra: latitante dal 1993, l’ultima immagine - probabilmente - risale al 2009.

Matteo Messina Denaro: vita e guadagni del numero uno di Cosa Nostra

Matteo Messina Denaro è uno dei latitanti più ricercati al mondo.

E nella giornata di oggi, venerdì 1° ottobre, le autorità hanno intensificato i controlli, per i quali sono stati coinvolti 150 agenti delle squadre mobili di Palermo, Trapani e Agrigento: diverse le perquisizioni eseguite in Sicilia, specialmente ai danni di mafiosi e favoreggiatori che già erano finiti nella rete delle indagini. Non mancano gli insospettabili, persone che potrebbero rispondere alla domanda su dove si trova oggi Matteo Messina Denaro.

Va detto che molti ritengono che il boss numero uno di “Cosa Nostra” non si trovi in Sicilia da tempo e che questo probabilmente non sia più nemmeno in Italia. Tuttavia, si ritiene che questo continui a mantenere contatti con le famiglie mafiose sul territorio e i controlli di oggi mirano proprio ad accertare questo.

Ma qual è il motivo di un tale impiego di forze? Chi è Matteo Messina Denaro e cosa ha fatto durante la sua vita? Scopriamolo.

Chi è Matteo Messina Denaro

Classe 1962, nato a Castalvetrano in provincia di Trapani, Matteo Messina Denaro è il figlio del patriarca mafioso Francesco, conosciuto come Don Ciccio. Come il padre, Matteo Messina Denaro si fa strada nella mafia, diventando un fedelissimo di Totò Riina nella gestione degli affari di Cosa Nostra.

Tant’è che dopo l’arresto di Totò Riina prima, e di Bernardo Provenzano poi, questo è diventato il numero uno all’interno di Cosa Nostra. Va detto che, rispetto ai suoi predecessori, Matteo Messina Denaro è sempre stato meno “gestore”: questo, infatti, ha sempre preferito l’azione, tanto da macchiarsi di alcuni dei più importanti delitti della storia della mafia.

Matteo Messina Denaro è stato ritenuto responsabile per un numero imprecisato di esecuzioni: ad esempio, questo è stato condannato per le stragi Falcone e Borsellino, per le bombe di Firenze, Roma e Milano, e per l’organizzazione del rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido dopo 779 giorni di prigionia.

Conosciuto con diversi soprannomi, come Diabolik e U siccu, è latitante dall’estate del 1993. L’ultima volta venne visto in vacanza a Forte dei Marmi (insieme ai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano), poi il nulla dopo che nei suoi confronti è stato emesso un mandato di cattura per:

  • associazione mafiosa;
  • omicidio;
  • strage;
  • devastazione;
  • detenzione e porto di materiale esplosivo;
  • furto;
  • altri reati minori.

Da allora è irreperibile, l’ultima immagine è quella diffusa dal Tg2 in questi giorni che presumibilmente ritrae Matteo Messina Denaro nel 2009. C’è chi parla di chirurgia estetica, chi afferma che ci sia la ‘ndrangheta a proteggerlo.

La foto del TG2 del presunto Matteo Messina Denaro
L’immagine, presa da un video di sorveglianza, dovrebbe svelare il volto di Matteo Messina Denaro nel 2009.

Il patrimonio di Matteo Messina Denaro

Si dice comunque che ami il lusso, le donne, le belle auto e i vestiti firmati. Tutti sfizi che può togliersi grazie all’immenso tesoro che ha accumulato. Miliardi di euro grazie alle attività illecite che lo hanno visto coinvolto, tanto da fare di lui uno dei mafiosi più ricchi e più abili nella gestione delle proprie entrate.

Pensate che si racconta che questo sia riuscito persino a mettere mano a 2 milioni di euro di risarcimento per le vittime di mafia. E persino un grande parco eolico, probabilmente di sua proprietà, è finito con i sigilli.

Beni che comunque oggi sono nelle mani dello Stato: palazzi, ville, appartamenti, terreni e liquidità in decine di conti correnti postali. Beni per milioni di euro, molti dei quali però si presume siano ancora nelle sue mani.

Difficile quindi pensarlo nascosto in qualche tugurio sotterraneo di qualche campagna siciliana: chi lo ha conosciuto garantisce che siamo lontani dallo stereotipo del capomafia di “campagna”, ragion per cui ancora oggi Matteo Messina Denaro potrebbe essere ancora circondato da lussi.

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