Mattatoi focolai del coronavirus: in Germania arrivano nuove regole

I mattatoi in Germania diventano gli osservati speciali in questa pandemia, dati i focolai sviluppatisi negli stabilimenti. Il governo tedesco pensa ora a varare nuove regole per il lavoro nei macelli.

Mattatoi focolai del coronavirus: in Germania arrivano nuove regole

I mattatoi in Germania continuano a destare preoccupazione, dato l’alto tasso di contagio dei lavoratori degli stabilimenti. Dopo l’ultima scoperta, che ha visto accendersi un nuovo e importante focolaio a fine giugno nello stabilimento di Tönnies, con oltre 1500 persone contagiate, il governo corre ai ripari.

Mentre a Berlino sfilano 15.000 negazionisti del covid e nel Paese crescono i contagi con numeri preoccupanti, il governo ha deciso di varare delle nuove regole per i mattatoi, in modo da cercare di contenere il propagarsi del virus.
La proposta di riforma arriva dal ministro del Lavoro e degli Affari sociali, Hubertus Heil, che stabilisce nuove norme a partire dal 2021 per gli stabilimenti che si occupano della macellazione della carne. A partire dal prossimo anno le grandi imprese non potranno assumere dipendenti a contratto o avere in prestito personale da altri stabilimenti, se il numero dei dipendenti dello stabilimento è superiore alle 49 unità.

Nella proposta di riforma non vi è solo questa novità, dal momento che Hubertus Heil chiede anche di introdurre l’obbligo di registrazione elettronica dell’orario di lavoro, requisiti minimi per gli alloggi dei dipendenti e soprattutto controlli sanitari e maggiore sicurezza. Inoltre dal 2026 il 5% dei mattatoi dovrà essere sottoposto a controlli annuali che verificheranno le condizioni di lavoro dei dipendenti e le condizioni igenico-sanitarie.

Si è dichiarata soddisfatta della decisione anche la ministra dell’agricoltura, Julia Klöckner, che ha messo in chiaro come questo sia un buon modo per risolvere il problema della gestione poco chiara degli stabilimenti in cui si lavora la carne.
Il settore della lavorazione della carne in Germania conta 110mila dipendenti, mentre, secondo le stime ufficiali, sarebbero 30mila i lavoratori in subappalto nel settore. Una situazione che porta spesso ad avere condizioni di lavoro che non tutelano i dipendenti e, soprattutto in questo momento, rendono difficile la gestione del personale.

Immediata è stata la risposta degli stabilimenti che hanno spiegato che le nuove norme incideranno sul prezzo dell’alimento che potrebbe avere rincari del 20%. Anche il ministro del Lavoro e degli Affari sociali, Hubertus Heil, ha risposto a sua volta alle dichiarazioni degli stabilimenti, mettendo in chiaro che condizioni di lavoro idonee e dignitose non dovrebbero rendere più costosa la carne.

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