Materie prime alla riscossa! E’ giunta l’ora dell’inversione al rialzo?

Nicola D’Antuono

12 Ottobre 2015 - 19:01

Le materie prime sono in grande spolvero ormai da alcune settimane, grazie alla frenata del dollaro americano. Tuttavia il rally attuale potrebbe essere solo un rimbalzo tecnico

Materie prime alla riscossa! E’ giunta l’ora dell’inversione al rialzo?

L’ultima ottava ha visto le materie prime mettere a segno rialzi molto significativi, che hanno decretato la migliore settimana per le commodity negli ultimi tre anni. I principali indici settoriali hanno evidenziato rialzi medi nell’ordine del 4%. La volatilità resta elevata, ma il boom è stato netto e potrebbe proseguire ancora da qui a fine anno. Gli hedge funds hanno individuato nelle materie prime una buona occasione long a basso rischio, grazie anche all’ennesimo rinvio della stretta sui tassi di interesse negli Usa da parte della FED. Le commodity, che storicamente hanno una correlazione inversa molto forte con il biglietto verde, potrebbero approfittare di questa finestra temporale durante la quale la FED continuerà ad evitare il rialzo del costo del denaro temendo ripercussioni negative sulla stabilità economico-finanziaria mondiale.

Si stima ormai che l’istituto monetario di Washington non alzerà i tassi Usa prima del 2016, anche se qualche banca d’affari di caratura internazionale (come la Goldman Sachs) non esclude che il primo incremento ai tassi possa avvenire solo nel 2017. Uno scenario del genere dovrebbe finalmente far rialzare la testa alle commodity, che negli ultimi mesi sono state letteralmente bersagliate dalle vendite. Quelle materie prime che hanno sofferto di più, come ad esempio il petrolio e i metalli industriali, sono in rialzo da qualche tempo e hanno già messo a segno performance notevoli. Dai bottom di fine agosto il greggio ha guadagnato fino al 30%, il palladio il 36%, l’argento il 13%, mentre il caffè ha messo a segno un rally del 15% circa in appena tre settimane.

Rimbalzo tecnico o inversione rialzista di medio-lungo periodo? Difficile esprimersi ora, considerando le troppe incognite relative agli scenari macroeconomici futuri e alle strategie di politica monetaria delle banche centrali. La liquidità a basso costo dovrebbe continuare a riversarsi a fiume sui mercati globali, con benefici anche per asset più rischiosi come le commodity, ma la frenata economica della Cina e di altri mercati emergenti dovrebbe avere un impatto negativo sull’andamento dei prezzi delle materie prime. Inoltre, se la FED dovesse alzare i tassi nei prossimi 3-6 mesi, il probabile rally del dollaro Usa potrebbe spingere giù le commodity annullando i recenti rialzi. La maggior parte delle banche di investimento consiglia di non entrare ancora su questo asset o quantomeno di procedere con un’attenta selezione. Poche le voci fuori dal coro: la danese Saxo Bank ritiene che il 2016 può essere l’anno della riscossa.