“Il Recovery Fund è una bufala: sarà un altro prestito”, l’opinione di Marcotti

Anna Maria Ciardullo

27 Aprile 2020 - 13:31

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Nell’ultima puntata di Mondo e Finanza, on air sul canale YouTube di Money.it, Giancarlo Marcotti ha espresso le sue perplessità sul cosiddetto Recovery Fund

Dal Consiglio Europeo del 23 aprile scorso è stata approvata la soluzione, fortemente voluta dal Premier Conte, del cosiddetto Recovery Fund.

Il sistema consiste in un fondo con il compito emettere dei “Recovery Bond” che abbiano a garanzia direttamente il bilancio UE. In questo modo, la condivisione del rischio comune interverrebbe solo guardando al futuro, senza una vera mutualizzazione del debito passato.

Tanti ancora i punti da approfondire sulla risposta congiunta e condivisa che dovrebbe consentire agli Stati di riemergere dalla crisi in cui il coronavirus li ha trascinati.

Nella puntata di Mondo&Finanza, andata in onda sul canale YouTube di Money.it venerdì scorso, Giancarlo Marcotti ha analizzato la soluzione ed espresso le sue perplessità sulla situazione.

Recovery Bond: per Marcotti sono una bufala

Quanto deciso dai 27 Capi di Stato e di Governo UE, ossia approvare la soluzione del Recovery Fund, fondo della ripresa con titoli comuni europei che andrà finanziare i Paesi più colpiti, tra cui l’Italia (a fondo perduto, si spera) secondo Marcotti non è che l’ennesima “bufala.

Il direttore responsabile di Finanza in Chiaro sostiene che cambiare terminologia per non parlare dei tanto temuti Eurobond o Coronabond, che dir si voglia, sia solo una questione semantica e non di effettiva sostanza.
Soluzioni come quest’ultime, infatti, hanno incontrato sempre totale chiusura da parte di molti Stati membri, in particolare quelli del Nord Europa.

Sebbene i Recovery Bond siano uno strumento differente rispetto alle ultime due citate, spiega Marcotti, e malgrado ancora i dettagli della messa in atto dovranno essere definiti, due aspetti fondamentali sono già evidenti: si tratta pur sempre di prestiti per i quali saranno previste delle condizionalità.

L’Italia non ha ottenuto nulla dall’UE

In attesa che il Consiglio UE si riunisca per parlare ancora il prossimo 2 giugno, quando si potranno forse avere maggiori elementi da analizzare, Marcotti non ha esitato a sottolineare le sue perplessità.

“L’Europa ha bocciato totalmente Conte e le nostre pretese. Ciò che è passato in Consiglio non è diverso da ciò che era stato approvato dall’Eurogruppo formato dai ministri dell’economia, a cui aveva partecipato anche il deputato Roberto Gualtieri. Era stata una sconfitta per Gualtieri in quella sede, la sconfitta è stata la medesima anche per Conte”.

Queste, le dure parole pronunciate da Marcotti in prima analisi sulla situazione.

Egli ritiene che soluzioni come il Recovery Fund, tanto quanto il MES, essendo solo forme diverse prestiti, non siano adatte a rispondere ai bisogni dell’Italia. Per Marcotti le domande da porsi dovrebbero essere: che differenza c’è tra queste soluzioni e il debito pubblico, perché l’Europa sarebbe disposta a finanziarci ma non a farci aumentare quest’ultimo?

Ecco perché secondo Marcotti i Recovery Bond sono l’ennesima bufala e l’Italia è tornata a casa ancora una volta con le “con le ossa rotte” dall’Europa, senza aver ottenuto nulla di concreto.

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