Ma se a nessuno piacciono le obbligazioni, chi le sta comprando?

Nonostante i rendimenti vicini allo zero (o addirittura negativi), la domanda di obbligazioni non sembra fermarsi. Gli investitori retail sono più attratti dalle azioni che dalle obbligazioni, ma comprano più obbligazioni che azioni. Perché?

E’ un enigma: le obbligazioni non vinceranno di certo una gara di popolarità a breve, ma gli analisti non si aspettano la domanda degli investitori cali.

«Ci sono due fattori opposti che allo stesso tempo si compensano l’un l’altro. Il primo è che c’è un bel po’ di preoccupazione per ciò che potrebbe accadere alle obbligazioni quando la Federal Reserve inizierà ad aumentare i tassi di interesse»

ha detto Richard Jerram, capo economista presso la Bank of Singapore.

«Dall’altra parte, è ancora in atto a livello globale la presa sui rendimenti.»

Cresce la preoccupazione che mercato sia sovraesposto, ma anche il riconoscimento che ci sia molta domanda sottostante.

La domanda di obbligazioni è stabile
Non si prevede che la domanda calerà presto. E’ probabile che la domanda di obbligazioni superi l’offerta a livello globale di circa 450 miliardi dollari quest’anno, su base teorica, crescendo dai 384 miliardi dollari dell’anno scorso, come ha sottolineato in una nota la JPMorgan all’inizio di questo mese.

Gran parte degli acquisti provengono da investitori retail, scrive la banca, stimando che verseranno intorno ai 350 miliardi dollari in fondi obbligazionari quest’anno, dopo l’acquisto di 500 miliardi dollari dell’anno scorso.

Nel quarto trimestre dello scorso anno, i fondi comuni obbligazionari hanno ricevuto afflussi più elevati rispetto ai fondi azionari per il terzo trimestre, continua la JPMorgan citando i dati ICI.
In altre parole, il quadro domanda/offerta per il 2015 continua a rivelarsi di sostegno per le obbligazioni a livello globale".

Per la settimana terminata l’11 aprile, i fondi obbligazionari globali hanno visto un valore netto di 4,7 miliardi dollari di afflussi.

Le obbligazioni sono impopolari
Ma tutti questi soldi non rendono le obbligazionari più ben volute, anzi.
Un 54% netto dei gestori di fondi ha investito in modo ridimensionato sul segmento nel mese di aprile, secondo l’indagine mensile della Bank of America-Merrill Lynch. L’84% ritiene che le obbligazioni siano sopravvalutate, la percentuale più alta nella storia del sondaggio.

«Chi sta comprando le obbligazioni oggi non è un investitore sensibile al prezzo»

ha detto Hans Goetti, responsabile degli investimenti per l’Asia presso la Banque Internationale a Luxembourg.

«Se [compressi obbligazioni a basso rendimento o negativo] per i miei clienti, seriamente, dovrei dare qualche spiegazione.»

Goetti chiama l’acquisto di titoli a rendimenti negativi «la grande teoria dello sciocco», nello sperare di vendere in un secondo momento ad un prezzo superiore.

Equilibrio di portafoglio
A dire il vero, alcuni investitori in obbligazioni potrebbero stare semplicemente adottando misure prudenti per bilanciare i loro portafogli.

«La grande rivalutazione del capitale azionario negli ultimi anni, del 50% negli Stati Uniti e del 30%a livello mondiale nel corso degli ultimi tre anni, ha reso gli investitori retail più attratti dalle azioni che dalle obbligazioni, anche se hanno comprato più obbligazioni che azioni nello stesso periodo di tempo»

spiega la JPMorgan.

Il risparmio gestito in fondi comuni azionari e fondi negoziati in borsa (ETF) hanno rappresentato il 47% di tutte le attività di tutti i fondi nel quarto trimestre dello scorso anno, ha osservato JPMorgan.

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