MMA: sono pericolose? Ecco perché non istigano la violenza

Cosa sono le MMA? È uno sport pericoloso e violento? Facciamo chiarezza sulle arti marziali miste e sul perché non istigano la violenza gratuita.

MMA: sono pericolose? Ecco perché non istigano la violenza

Le MMA, ovvero le arti marziali miste, sono pericolose? È sicuro praticarle? Istigano alla violenza? Tante le domande sulla tecnica di combattimento mista che fonde più stili diversi, unendo arti marziali come il thai e il judo e gli sport da combattimento più generici e popolari in occidente come il pugilato, il kickboxing e la lotta libera.

Le MMA sono arrivate sulle pagine della cronaca dopo il brutale assassinio di Willy Fonteiro Duarte a opera di quattro ragazzi di Colleferro, periferia romana: il giovane è stato ucciso proprio in un attacco di gruppo utilizzando le arti marziali miste.

Da qui la domanda che a molti, ignari di questa disciplina, salta subito alla mente: le MMA sono pericolose? Chi pratica le MMA istiga alla violenza? No, non è così. Ecco perché.

Cosa sono le MMA, arti marziali miste, spiegato in breve

Le MMA si praticano ovunque: sia in palestre specializzati alle arti del combattimento che nei normali centri sportivi attrezzati.

Le Mixed Martial Arts (MMA) fanno parte degli sport di combattimento a contatto e, come è nella natura di questo sport, implica l’arrivare a uno scontro fisico con il proprio avversario (un po’ come a calcio si punta ad arrivare a giocare da titolare dopo lunghi mesi d’allenamento). Tenete presente i termini che useremo, perché sono importanti.

LE MMA tendono a fondere diversi stili da combattimento per avvicinarsi il più possibile a una situazione di combattimento reale e vengono spesso praticate e insegnate sia per passione che per difesa personale. In questo particolare sport sono ammesse tutte le tecniche e le varie tipologie di colpi appartenenti alle arti marziali o agli sport di combattimento e spesso implica l’utilizzo di tecniche estreme come il grappling (leve articolari, strangolamenti, rovesciamenti a terra) e striking (calci, gomitate, ginocchiate e i classici pugni).

Attenzione: si tratta di elementi alla base di questo sport e che atleti professionisti in questo campo sanno come utilizzare sia in termini d’attacco e difesa.

Le MMA hanno origine nel Brasile degli anni ’70 dove erano intese con il nome di “Vale tudo”, ovvero “Vale tutto”. Poche restrizioni (vietati morsi e dita negli occhi) ma solo uno scontro fisico senza limiti di durata o di peso: il concetto base è salire sul ring e dimostrare che il proprio stile di combattimento è il migliore.

Naturalmente molto è cambiato da allora e oggi le arti marziali miste sono molto diverse, sono uno sport che connota stili come il wrestling, la lotta libera, la boxe tailandese, il ju jitsu brasiliano e giapponese e molto altri: sono state regolamentate con regole di peso, uso di protezioni e accessori rivolti a proteggere il più possibile l’atleta.

Le MMA sono pericolose? Ecco perché non istigano la violenza

La storia è sempre la stessa. Un fatto di cronaca genera giustamente scalpore e indignazione, come il brutale e ingiusto omicidio di un giovane come Willy Fonteiro Duarte, ma si tende facilmente a sconfinare, a scindere quella che è una brutale aggressione fatta da quattro energumeni esperti a un ragazzino.

Allora come oggi: sono i videogiochi a istigare la violenza se un ragazzo campione a Fortnite o Call of Duty sceglie di fare una strage? No. Se quattro esperti di MMA con estrema codardia aggrediscono fino alla morte un ragazzino per il colore della pelle, la colpa è dello sport che di base istiga la violenza? No.

Le MMA sono quindi pericolose? No, ma si tratta di uno sport da combattimento che per propria natura porta due atleti, esperti e allenati in tale disciplina, a scontrarsi fisicamente anche in maniera cruenta.

Cos’è allora la violenza alla base di uno sport violento? Proviamo a spiegarlo in maniera semplice: essa si genera nel momento in cui un individuo esperto in una disciplina da combattimento se la prende con un altro che, però, non conosce tali tecniche e quindi non ha gli stessi mezzi per contrastarlo. Poniamo invece il caso che i due individui abbiano pari conoscenze in combattimento, che sia MMA o altro: in quel caso non si parla più di violenza, pur essendo alla base di quello sport, ma di scontro (tra due avversari alla pari).

Le arti marziali in genere, quando ben insegnate, tendono a favorire l’autocontrollo dell’individuo e a condannare l’uso di queste discipline al di fuori della palestra o dojo (salvo casi di estrema necessità e di autodifesa). La sottile linea della responsabilità morale, in questo caso, è molto larga: si potrebbe dare la colpa a insegnanti che insegnano discipline del genere ad allievi visibilmente violenti? Ma loro stessi che controllo hanno su cosa succede al di fuori delle quattro mura sicure della palestra? Servirebbe maggiore attenzione sulla selezione degli allievi interessanti a tale disciplina? Forse.

Gli strumenti esistono, le MMA sono uno di questo e come la filosofia orientale ci insegna il male si genera quando strumenti pericolosi cadono nelle mani sbagliate. Le MMA sono violente? No, è violenta la persona che le applica contro un innocente.

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