Lufthansa, la Germania si prepara a un bailout da 10 miliardi

Il cda della compagnia aerea tedesca e il Governo sono in frementi trattative per il salvataggio dell’azienda

Lufthansa è vicina ad un accordo con il Governo tedesco per ottenere aiuti di Stato, resi necessari dalla crisi del settore causata dalla pandemia di coronavirus. A dare la notizia è stato lo stesso cda della più grande compagnia aerea d’Europa in una lettera allo staff vista da Reuters.

La mossa riflette quella compiuta qualche giorno fa dal governo di Emmanuel Macron con Air France. L’aiuto, nel caso tedesco, potrebbe arrivare attraverso una combinazione di tre elementi.

Lufthansa e Germania in trattative per aiuti di Stato

Una parte dell’aiuto della Germania a Lufthansa dovrebbe arrivare sotto forma di partecipazione silenziosa, ovvero partecipazione teorica alla proprietà senza diritto di voto. Una seconda parte sarà un vero e proprio ingresso nell’azionariato con diritto di voto. Infine dovrebbero esserci dei prestiti dalla banca Kreditanstalt fur Wiederaufbau (KFW).

Gli elementi dell’accordo, così delineati, sono riferiti dal quotidiano Handelsblatt, ripresi dall’agenzia di stampa Nova. Citando fonti vicine al negoziato, il quotidiano ritiene poco plausibile che lo Stato voglia aiutare la compagnia tedesca senza esercitare il diritto di voto nelle future scelte della società.

Con lo scoppio dell’epidemia di coronavirus, Lufthansa ha visto ridurre la domanda del 99% ed è stata costretta a tenere fermi 700 dei suoi aerei.

Lufthansa, come lo Stato aiuterà la compagnia

Secondo il Der Spiegel, il governo di Angela Merkel potrebbe decidere di acquisire con 10 miliardi di euro un pacchetto del 25,1% dell’azienda. 5,5 miliardi di questi sarebbero senza diritto di voto. Altri 3,5 miliardi arriverebbero da KFW. Il Belgio, l’Austria e la Svizzera potrebbero contribuire al bailout.

Il processo negoziale per il salvataggio di Lufthansa sarebbe comunque ancora lontano dalla fine, e Handelsblatt afferma che sul tavolo ci sarebbero soluzioni alternative come, ad esempio, l’attivazione di uno scudo protettivo. Tale strumento permetterebbe, oltre a fornire una protezione nei confronti dei creditori, di rinegoziare i contratti sindacali e con fornitori come Airbus e Boeing.

Parlando a Passauer Neue Presse, il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha detto che “i contribuenti possono essere sicuri che non condurremo queste trattative con ingenuità”.

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