Piazza Affari lascia sul terreno i progressi segnati nella prima parte della seduta e si porta attorno alla parità.
A scandire il ritmo sono ancora una volta le banche, che continuano a beneficiare dell’esito degli stress test e delle trimestrali europee. I realizzi scattati su alcuni titoli, però, pesano negativamente.
La debolezza di alcuni titoli industriali, soprattutto Fiat, contribuisce a frenare il listino di Milano.
«La chiusura positiva delle borse asiatiche ha dato la spinta per aprire bene», dice un trader. «A livello grafico, la rottura del livello 21.000 punti indicherebbe la fine del movimento laterale che dura da circa tre mesi. Il target successivo è posto a 23.000 punti».
Attorno alle 11, l’indice FTSE Mib .FTMIB guadagna lo 0,1% circa, così come l’AllShare .FTITLMS, mentre il Mid Cap è praticamente invariato. Volumi per un controvalore di circa 700 milioni di euro.
Prosegue la corsa delle banche, che in Europa sono in rialzo circa un punto percentuale. A Milano, particolarmente toniche MONTEPASCHI (BMPS.MI: Quotazione), BANCO POPOLARE (BAPO.MI: Quotazione), MEDIOBANCA (MDBI.MI: Quotazione) e POP MILANO (PMII.MI: Quotazione). In denaro anche UBI (UBI.MI: Quotazione), mentre INTESA SANPAOLO (ISP.MI: Quotazione) (inserita da Deutsche Bank nella lista degli istituti europei preferiti) è in rosso. * Molto brillante FONDIARIA-SAI (FOSA.MI: Quotazione), che balza di circa quattro punti percentuali. «Il titolo è stato sottovalutato nell’ultimo periodo», commenta un dealer. «Vediamo qualche chiusura di posizioni short», aggiunge un altro operatore. «Sono in corso switch fra titoli dello stesso settore o fra ordinarie e risparmio».
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