Il maxi-pullback di maggio ha mostrato il lato oscuro degli investimenti in Bitcoin. Per questo, gli analisti consigliano di rispondere a queste 5 domande prima di iniziare a fare trading: un metodo utile ad aggirare alcuni dei rischi più comuni nel segmento criptovalutario.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Secondo gli analisti, prima ancora di iniziare a scommettere il proprio capitale sul Bitcoin, ogni investitore dovrebbe rispondere a 5 semplici domande di stampo motivazionale, nozionistico e strategico.
In breve, una rapida ricognizione sull’opportunità di fare trading sul BTC, così da aggirare alcuni dei rischi più comuni del mercato. Del resto, come si evince dal maxi-pullback di maggio, gli investimenti sulle divise digitali restano ad alto coefficiente di rischio nonostante l’elevato tasso di adozione istituzionale, e una solida preparazione e consapevolezza del proprio profilo è ancora la migliore ricetta per cavalcare i rialzi senza scottarsi.
1. Perché voglio investire in Bitcoin?
Una domanda forse banale, ma è proprio qui che si nascondono alcune insidie. Molti investitori, catturati dai rialzi in doppia cifra dell’ultimo anno, si sono avvicinati a BTC&Co. in preda ai più classici dei sintomi da FOMO, Fear of missing out. Insomma, hanno scommesso il proprio capitale sul Bitcoin o altre crypto perché dei trader lo stavano facendo, e con successo.
Tuttavia, sottolineano gli analisti, questa è la peggiore risposta che un investitore può dare a se stesso, visto che inseguire il mito evergreen dei soldi facili è il percorso più veloce per scottarsi. D’altra parte, motivazioni come la diversificazione del portafoglio o l’interesse per le implicazioni della rivoluzione BTC sui pagamenti o sul sistema bancario possono rappresentare un buon punto di partenza.
2. Conosco i rischi connessi agli investimenti in Bitcoin?
Con la seconda domanda entriamo nello specifico. Come accennato, quella del Bitcoin non è sempre stata una storia di record e grandi cavalcate, ma anche di alta volatilità e rovinose bolle. Conoscere l’influenza che alcune big whale della finanza USA possono esercitare sulla quotazione, da Elon Musk alle banche, o anche le news del momento, dagli studi sull’impatto energetico del mining alla stretta regolatoria in Cina, è ancora uno dei passaggi cruciali del crypto-vademecum.
3. Ho confrontato il Bitcoin con le altre criptovalute?
Non è raro, poi, che gli investitori decidano di fare trading sul Bitcoin perché sulla bocca di tutti. Tuttavia, quello delle criptovalute è un ramo del mercato che propone pressoché quotidianamente delle new-entry, e rimane particolarmente diversificato in termini di funzionamento e logiche sottostanti. Per questo, uno studio delle criptovalute e delle loro caratteristiche è il metodo migliore per scegliere l’asset giusto per il proprio portafoglio.
4. Cosa farò dopo aver comprato Bitcoin?
Così come le azioni, anche il Bitcoin richiede strategie, di breve, medio o lungo periodo, a seconda delle singole esigenze. Voglio ignorare le oscillazioni quotidiane? O punto a rapide prese di profitto sull’onda di news che innescano trend rialzisti? Una questione di profilo, da definire prima ancora di iniziare a muovere il proprio capitale.
5. Cosa succederebbe alle mie finanze se il Bitcoin crollasse?
E infine, forse, la domanda decisiva: se il Bitcoin dovesse stornare pesantemente, un po’ come accaduto questo mese, il peggiore dal 2011, in che modo o in che misura andrebbe ad impattare sulle mie finanze? Sul Bitcoin si possono muovere piccole cifre, magari per integrare il proprio stipendio mensile, o fare grossi investimenti per assicurarsi una pensione extra o sbancare. Fare trading responsabilmente, però, rimane una regola aurea quando si tratta di BTC, visti i movimenti di prezzo spesso rapidi e violenti.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.