Lavorare in Irlanda, come fare: documenti, burocrazia e professioni più richieste

Claudio Garau

26 Novembre 2021 - 14:30

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Andare a vivere e lavorare in Irlanda non presenta particolari difficoltà sul piano burocratico, ma bisogna conoscere alcune regole. Quali sono le professioni che offrono maggiori chance?

Lavorare in Irlanda, come fare: documenti, burocrazia e professioni più richieste

L’Irlanda è un paese europeo che attira molti turisti, anche dal nostro paese. Si tratta di un territorio ricco di paesaggi caratteristici ed in cui la presenza del verde è tratto dominante. Anzi, l’Irlanda è la ’Terra Verde’ per eccellenza, e riserva ai visitatori panorami mozzafiato, con scogliere a strapiombo sul mare, contee ricche di vegetazione, coste frastagliate e penisole battute dal vento.

Insomma, i motivi di interesse per una vacanza in questa bella isola non mancano di certo, ma neanche quelli per vivere e lavorare in Irlanda. Di seguito ci occuperemo proprio di questo: che cosa è opportuno sapere sul paese, prima di prendere l’aereo? Quali sono i documenti e gli step burocratici da rispettare, per inserirsi stabilmente da quelle parti? Quali le professioni che offrono le maggiori opportunità occupazionali? Scopriamolo di seguito in questa sintetica guida pratica.

Vivere e lavorare in Irlanda: il contesto di riferimento

Lo abbiamo appena accennato: l’Irlanda è un paese da sempre amato per le sue coste e per i magnifici paesaggi verdi dell’entroterra, ma è anche uno Stato che ha reagito con forza alla crisi economica che ha colpito l’Europa lo scorso decennio, richiamando negli ultimi anni molti giovani italiani interessati a studiare e lavorare qui.

Ogni anno, nostri connazionali scelgono l’Irlanda per un’esperienza formativa e per farsi le ossa oltre confine, specialmente se il loro sogno è quello di andare a vivere all’estero.

Andare a lavorare in Irlanda anche oggi è un obiettivo molto ambito, in virtù della qualità della vita e di spese più basse rispetto alla vicina Londra. Senza contare che oggi la Brexit ha limitato molto le opportunità occupazionali per chi proviene dall’Italia.

Ma in verità i fattori che giocano a favore dell’Irlanda sono innumerevoli. Pensiamo ad esempio al fatto che da quelle parti vi sono maggiori opportunità lavorative rispetto all’Italia, in quanto il mercato del lavoro è più dinamico e ricco. Ma anche sul piano fiscale le cose vanno meglio: infatti, la tassazione è inferiore rispetto a quella italiana. Non a caso qui trovano sede colossi come
Google, PayPal, Amazon, LinkedIn, eBay.

Non solo: il costo della vita, pur consistente, grava di meno sui lavoratori che in Italia, giacché gli stipendi sono circa il 50% più alti che nella nostra penisola. E come tratto tipico della cultura anglosassone, non bisogna sorprendersi se qui la meritocrazia è una bussola di riferimento per l’intero mercato del lavoro.

Dal punto di vista sociale e delle relazioni, gli italiani che vanno a vivere e lavorare in Irlanda possono esser contenti. Infatti il popolo da quelle parti è ospitale ed ha adottato uno stile di vita semplice e rilassato.

L’Irlanda può essere definita come un’isola ’a misura d’uomo’, lontana dal trambusto e dal caos di metropoli trafficate. Ecco perché si rivela perfetta per migliorare la conoscenza della lingua inglese e per maturare esperienza lavorativa specialmente quando si è giovanissimi e si ha bisogno di arricchire il proprio CV.

Andare a vivere e lavorare in Irlanda: la rilevanza del PPSN

L’Irlanda, come il nostro, è un paese incluso nello spazio europeo. Pertanto i cittadini italiani che intendono spostarsi là non hanno bisogno né di visto né di permesso di soggiorno, sia per lavorare che per viverci (da lavoratori o da pensionati).

Ma è chiaro che occorre ’rendersi visibili’ allo Stato, onde poter restare in Irlanda in modo legale. Ovviamente all’inizio occorre un documento di riconoscimento (carta d’identità o passaporto).
Ciò non basta.

A parte il codice fiscale e la tessera sanitaria italiana - che è opportuno aver con sé - infatti è necessario ottenere il cd. PPSN (Personal Public Service Number), che equivale al nostro codice fiscale. Proprio come il nostro codice, serve per una pluralità di attività diverse. Senza di esso, all’italiano che va in Irlanda non sarà possibile ad esempio:

  • trovare un’occupazione, giacché nessun datore di lavoro potrà assumere chi ne è sprovvisto (non potendo neanche applicare eventuali detrazioni fiscali);
  • accedere alla certificazione del reddito;
  • ottenere la tessera sanitaria;
  • farsi assistere dai servizi sociali.

Per ottenerlo è necessario presentare un documento di identità, ed anche il Certificato internazionale di nascita. Quest’ultimo può essere ottenuto presso il Comune di nascita. Non per forza va ritirato quando si è in Italia: il Comune può spedirlo anche via email o per posta.

Per conseguire il PPSN serve anche una prova di residenza in Irlanda. Insomma, le autorità del luogo vogliono avere la conferma che l’expat italiano vive lì stabilmente. Basta la mera carta semplice, che dimostri anche una residenza temporanea, ad es. contratto di affitto o bolletta.

Il PPSN può essere ottenuto presso gli uffici del Social Welfare del Department of Social and Family Affairs, che di fatto è l’equivalente del nostro Istituto di previdenza. Là l’interessato dovrà compilare la domanda in un apposito modulo.

Per poter vivere e lavorare in Irlanda, in modo pienamente conforme alle regole locali, occorre sottoscrivere altresì un contratto di apertura di conto corrente locale.

Non solo: da non dimenticare l’assicurazione medica, che è sicuramente un aspetto negativo sul piano economico. I lavoratori devono firmarne una e non di rado non è pagata dal datore di lavoro.

Vivere e lavorare in Irlanda: quali sono le professioni più interessanti?

In quanto cittadini dell’UE gli italiani hanno diritto a essere trattati come qualsiasi altro candidato in caso di domanda per un lavoro. Vi è perciò la piena libertà di candidarsi a qualsiasi offerta di lavoro, inclusi i lavori nel settore pubblico.

Chiaro che in molti, prima di scegliere di vivere nella ’Terra Verde’, intendono valutare quali sono le opportunità lavorative di maggior rilievo, anche in considerazione del proprio percorso di studi e delle proprie esperienze di lavoro. Al momento, i settori in cui è possibile trovare un’occupazione con maggiore facilità in Irlanda sono i seguenti:

  • design e grafica;
  • ingegneria;
  • finanza ed assicurazioni;
  • professioni del web e IT in generale;
  • marketing;
  • vendite;
  • customer care;
  • settore turistico-alberghiero;
  • settore tecnico-artigianale qualificato;
  • settore farmaceutico;
  • autisti;
  • insegnanti di lingua.

Come si può notare il mercato del lavoro irlandese è vivo e ricco di opportunità, avendo la necessaria formazione (universitaria). Chi è in possesso di una laurea tecnica avrà mediamente maggiori possibilità di trovare un impiego stabile e ben remunerato. Infatti in Irlanda sono molto ricercati i progettisti UX/UI; gli sviluppatori di Frontend/Javascript e gli ingegneri informatici. Anche in questo paese non è facile trovarne, e per questo motivo, si tratta di professioni ben pagate e tali da compensare l’elevato costo della vita in questa grande isola.

Poiché Dublino e tutto il paese è di fatto una zona turistica, nel campo della ristorazione vi sono frequenti opportunità. Ecco perché chi è molto giovane e vuole andare a vivere e lavorare in Irlanda per ’tastare il terreno’ e capire se è la scelta giusta, potrà trovare facilmente un lavoro come cameriere o lavapiatti.

Superfluo infine ricordare che la buona conoscenza della lingua inglese è fondamentale per i rapporti lavorativi e sociali. Preferibile dunque arrivare là già formati nelle quattro aree di riferimento: scrittura, lettura, espressione orale e ascolto.

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