Laureati in scienze motorie anche nella scuola primaria

Il ministro Bussetti nel corso della presentazione al Senato delle linee programmatiche del ministero ha annunciato l’introduzione della materia di scienze motorie fin dalla scuola primaria e la conseguente introduzione dei laureati in questa materia.

Laureati in scienze motorie anche nella scuola primaria

Introdurre scienze motorie nella scuola primaria è tra i punti in programma del ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che ieri ha presentato al Senato le linee programmatiche del dicastero davanti alle commissioni VII di Camera e Senato congiunte.

Il ministro ha fin da subito chiarito che la scuola non ha bisogno dell’ennesima riforma, come già annunciato dall’inizio del suo mandato, ma che è doveroso intervenire su diversi aspetti tra i quali l’inserimento di questa nuova materia nella scuola primaria che porterebbe un vantaggio notevole ai laureati in scienze motorie che avranno così la possibilità di lavorare non più solo nei diversi indirizzi delle scuole secondarie.

In questo modo Bussetti vuole conferire maggiore importanza allo sport soprattutto nelle prime fasi dell’evoluzione del bambino: d’altronde il ministro sa bene cosa significhi ciò dato che proprio lui è un ex insegnante di educazione fisica.

Laureati e partenariati

Nell’illustrare le linee programmatiche del ministero Bussetti ha affrontato anche il tema dell’educazione motoria nella scuola primaria e ha annunciato così l’inserimento di docenti laureati in scienze motorie e sportive per garantire ai piccoli alunni una corretta e sana educazione motoria.

Secondo il ministro un’altra modalità di reclutamento dei nuovi docenti potrà essere il partenariato ossia una modalità con cui si permette alle scuole di creare rapporti no profit e sinergie con le associazioni sportive del territorio sfruttando al meglio i campi sportivi, le palestre e gli spazi all’aperto già esistenti.

Studenti-atleti

Sempre in merito all’inserimento dei docenti laureati in scienze motorie nella scuola primaria il ministro ha affrontato anche la questione degli studenti-atleti, cioè di quei ragazzi che mentre studiano praticano attività sportiva a livello agonistico.

L’obiettivo che Bussetti si prefigge in proposito è la creazione di condizioni utili a far coniugare studio e sport: infatti dato che la carriera degli atleti non è lunghissima e non comprende l’intero arco della vita è fondamentale che essi ottengano un titolo di studio utile al successivo inserimento nel mondo del lavoro.

Per questo il ministro ha chiesto agli uffici di aggiornare la sperimentazione in atto così che possano accedervi quanti più studenti possibile fin dall’inizio della scuola secondaria.

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