Il paradosso del dollaro spiegato: gli effetti della forza e della debolezza della valuta estera sui mercati finanziari, ormai in trappola.
La trappola posta dal dollaro USA schiaccia i mercati azionari.
Il paradosso che nasce dagli effetti negativi sull’economia mondiale derivanti sia da un apprezzamento che da una svalutazione del dollaro USA non lascia via d’uscita ai mercati finanziari, ponendosi come uno dei driver principali dei sell-off e delle correzioni anche nei prossimi mesi.
Guardando ai motori che guidano i movimenti dei mercati azionari, oggi più che mai sono le valute ad essere le protagoniste indiscusse, primo su tutte il dollaro americano.
Da qui nascono nuove dinamiche nella guerra valutaria, da cui scaturisce la cautela delle maggiori banche centrali, da qui si generano i freni alla crescita e all’inflazione.
Sembrerebbe che il destino dei mercati azionari mondiali sia tutto nella mani del dollaro USA e della Federal Reserve.
Ma la situazione è paradossale: qualsiasi movimento del dollaro USA, sia al ribasso che al rialzo, pone forti rischi su larga scala all’interno dei mercati.
Mercati in trappola: gli effetti del dollaro debole
A causa di una recente cautela inaspettata da parte della Federal Reserve, banca centrale degli Stati Uniti, il dollaro USA sta sperimentando una forte fase di debolezza.
Il ribasso del dollaro USA porta una serie di conseguenze, con relativi effetti a catena:
- sostegno ai Paesi emergenti e alla Cina, che hanno alte quote di debito espresse in dollari
- rafforzamento delle valute rivali maggiori - Euro e Yen.
La forza di Euro e Yen, spinta dalla debolezza del dollaro USA, va contro gli obiettivi delle rispettive banche centrali (BCE e BOJ), ferisce i profitti delle aziende - soprattutto le organizzazioni orientate all’export, mettendo pressione al ribasso sui listini azionari e aumenta le pressioni che portano alla deflazione.
Risultato: il calo del dollaro statunitense influisce negativamente sugli obiettivi di crescita di Giappone e Eurozona, spinge il crollo dei mercati azionari correlati e aumenta il rischio di peggioramento delle problematiche presenti nell’area euro, prima su tutte la fragilità del comparto bancario.
Mercati in trappola: gli effetti del dollaro forte
Al contrario, se la valuta statunitense aumenta di valore, gli effetti sono:
- debolezza di Euro e Yen
- crollo delle materie prime
- difficoltà dei Paesi emergenti e Cina
Sebbene la svalutazione di euro e yen faccia contente BCE e Bank of Japan -poiché da qui scaturisce una ripresa dei profitti corporate e una spinta rialzista all’inflazione - dalla forza del dollaro USA scaturiscono pesanti conseguenze a livello internazionale.
Le materie prime, che sui mercati internazionali sono scambiate in dollari, vedrebbero le quotazioni scendere velocemente poiché l’acquisto diventa meno favorevole per i detentori di valuta estera.
In un simile contesto, a fare molta paura è la Cina, che potrebbe essere costretta a svalutare ancora una volta la valuta cinese in un tentativo disperato di sostenere l’economia.
Come sperimentato la scorsa estate, un’azione del genere ad opera della PBoC avrebbe conseguenze disastrose sul mercato mondiale.
Mercati in trappola: il ruolo delle banche centrali
Definire la situazione dell’economia «mondiale» potrebbe anche essere troppo ottimistico, e in questo contesto le banche centrali fanno difficoltà a mettere in atto delle politiche che abbiano un rapporto beneficio/conseguenze accettabile.
Il miraggio della svalutazione
Le banche centrali ne sono convinte: per migliorare la competitività di un Paese bisogna far scendere la valuta. Basta valutare la moneta e improvvisamente si diventa competitivi.
Ma è solo una soluzione temporanea che regala alle banche centrali un po’ più di tempo nella speranza che l’economia torni a crescere.
Basta dare un’occhiata ai grafici di lungo temine di euro e yen.
L’euro si è svalutato del 30% negli ultimi 5 anni, mentre lo yen del 40%.
Quasi tutti i miglioramenti sui PIL e sui mercati azionari sono strettamente legati alla svalutazione delle due valute. Niente di diverso da ciò che ha fatto il mercato statunitense negli anni passati quando la Fed ha messo in campo il piano di stimolo di politica monetaria.
BCE e BoJ alle strette
Europa e Giappone, in modo particolare, hanno venduto anima e cuore nel tentativo di svalutare la propria valuta e sembrano non avere un piano di riserva.
Le svalutazioni continueranno e il dollaro schizzerà contro lo yen nei prossimi mesi.
Europa e Giappone non hanno altra scelta.
Il problema è che il mondo non sta crescendo al ritmo necessario per permettere una risalita dei mercati azionari.
Le società non aumentano le venite, i profitti non stanno crescendo e i margini operativi sono in discesa.
L’economia statunitense, motore del mondo, è in difficoltà nel riuscire a produrre crescita a sufficienza tanto da giustificare la valutazione attuale del mercato azionario.
Ripresa del dollaro in vista: cosa succederà sui mercati?
Quando il dollaro USA tornerà a salire, i guadagni sui mercati azionari degli ultimi due mesi verranno annullati, dato che l’andamento dei listini sono fortemente legati alla forza e alla debolezza del biglietto verde.
Questo è ciò che potrebbe accadere dato che non vi è un’altra valuta tra le più importanti nel Forex che sia anche solo vicina ad un rialzo dei tassi. I tori del dollaro torneranno, insieme agli stessi problemi per i mercati azionari che abbiamo visto nei mesi passati.
Le banche centrali sono incastrate: dannate se fanno, dannate se non fanno.
E quando i mercati azionari noteranno la paura degli istituti centrali, sarà una brutta giornata per i mercati finanziari mondiali.