La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 2 all’8 novembre)

Gli asset sotto i riflettori di questa settimana. Dai listini europei ed americani al Bitcoin. Dall’Eur/Usd alle valute esotiche passando dai titoli azionari, petrolio e soft commodities.

La settimana dei mercati: gli asset caldi da monitorare (dal 2 all'8 novembre)

I mercati azionari sprofondano a causa della crisi sanitaria da Covid19 e nessun listino resta illeso dalle incertezze sugli effetti di un nuovo lockdown soprattutto nel Vecchio Continente. Mentre le elezioni presidenziali americane sono alle porte la paura spinge la discesa dell’oro, che perde la caratteristica di bene rifugio e del petrolio che teme gli effetti sui trasporti e sulla produzione. Ne beneficia invece il Bitcoin e alcune criptovalute che restano fuori dagli schemi tradizionali economici.

Europa vs Stati Uniti

Le Borse dell’eurozona vengono schiacciate dalla seconda ondata di Covid19 e crollano pesantemente. L’indice Dax lascia sul campo l’8,61%, dimostrandosi il mercato peggiore. Il FTSEMib cede il 6,96% mentre l’indice francese Cac40 e quello spagnolo Ibex35 perdono rispettivamente il 6,42% e il 6,40%. Nessuna scusa a sostegno dei mercati, l’aumento incontrastato dei contagi affossa i listini che escono in accelerazione dalla fase laterale nella quale erano intrappolati dalla fine di luglio 2020 e si avviano ben oltre i primi target ribassisti.

Nonostante i dati sul Pil del terzo trimestre per tutti i principali Paesi della UE siano positivi e maggiori rispetto alle stime degli analisti, con il +16,1% del prodotto interno lordo italiano, il +18,2% di quello francese e il +8,2% di quello tedesco, le quotazioni non sembrano reagire.

E’ possibile un rimbalzo sui livelli attuali, ma se non dovessero arrivare nuovi dati circa l’uscita di un vaccino per la fase di distribuzione, si potrebbe assistere ancora a delle perdite sui principali mercati che scontano gli effetti della pandemia sui dati del quarto trimestre 2020.

Nella settimana passata non si sono salvati neppure gli indici americani: l’S&P500 ha registra una flessione del 5,66%, il Dow Jones un calo del 6,51% mentre il Nasdaq Composite ha perso il 5,52%. Le performance restano leggermente più elevate rispetto a quelle del Vecchio Continente, ma la crisi sanitaria non sembra avere risparmiato nessuno anche se i colossi del big tech, (Alphabeth, Google, Amazon, Apple e Microsoft) continuano a macinare utili, come dimostrato dagli ultimi dati delle trimestrali.

Ad oggi comunque l’attenzione del mercato si concentra in primis sulle elezioni presidenziali americane del 3 novembre e sugli effetti di una possibile vittoria del candidato democratico Joe Biden.

Oro e Petrolio in fase di ritracciamento

L’oro perde terreno prezioso e sembra anche abbandonare la caratteristica di bene rifugio attualmente più attribuibile al dollaro americano e allo Yen giapponese. Il lingotto si porta sotto il minimo della fase laterale che ha distinto l’andamento dalla metà di agosto 2020 con un abbassamento delle oscillazioni e della volatilità. Ad oggi la fase di compressione scende di un gradino, ma il metallo prezioso non sembra ancora deciso a prendere un trend chiaro e definito. Si evidenzia che il rafforzamento del dollaro dell’ultima settimana è stata una delle cause principali per l’arretramento del prezzo dell’oro che soffre della correlazione negativa tra i due asset.

Anche il Petrolio rompe gli indugi e mostra un deciso calo con la violazione della parte bassa della fase laterale nella quale era intrappolato da mesi. Il WTI Crude (Future Full1220) sembra diretto verso il test di area 33 mentre il Brent Crude Oil (Future Full0121) appare indirizzato verso il primo obiettivo in area 35.

Il barile mostra i primi timori sugli effetti economici della seconda ondata di Covid19 e teme le conseguenze di un possibile nuovo lockdown sulle imprese e i trasporti. La prossima riunione dell’Opec+ è prevista per la fine del mese di novembre e, se il calo dovesse durare, i paesi produttori potrebbe anche considerare di tagliare l’offerta a sostegno della quotazione.

Eur/Usd in forte discesa ed esotici sotto i riflettori

L’euro indietreggia e il dollaro americano ne approfitta. La major perde terreno e dopo il recupero di quota 1,1750 ritorna sotto l’area di prezzo con una settimana in forte ribasso. Attualmente il cambio sembra indirizzato verso il test della trendline dinamica di lungo periodo partita nel luglio 2008 e del supporto statico a quota 1,16. Di importanza fondamentale il mantenimento del livello per una possibile ripresa. La violazione ribassista della quota porterebbe il prezzo verso il test in zona 1,15.

Tra i cross contro euro interessante il movimento dell’EUR/JPY, con una barra di indecisione creata nell’ultima seduta dopo il forte ritracciamento partito il 26 ottobre 2020 da area 124. Il cambio si trova adesso al test di quota 121 e della linea di passaggio della media mobile semplice a 200 periodi. Altro cross che presenta una struttura degna di rilievo è l’EUR/NOK con la rottura della banda di oscillazione laterale a quota 11,10 e il possibile tentativo di allungo verso il primo target in zona 11,50.

Tra i cambi contro dollaro americano in evidenza gli esotici ed in particolare lo USD/TRY con l’accelerazione del biglietto verde contro la lira turca, lo USD/ZAR in fase di consolidamento appena sotto il supporto in area 16,20 e lo USD/MXN.

Bitcoin in pressing a quota 14.000

Il Bitcoin (BTC/USD) parte in allungo il 10 ottobre con la violazione della parte alta della banda di oscillazione laterale a quota 11.000 e avvia un rally che lo porta a registrare una performance positiva del +25,95% circa sui massimi dell’ultima seduta. Ad oggi la criptovaluta si trova in una fase di compressione ed in forte pressing sulla resistenza a quota 14.000.

Una violazione a rialzo potrebbe condurre la moneta digitale verso l’area di 15.000. In caso contrario si potrebbe assistere al ritorno sui livelli di quota 13.000 per un possibile pullback o una violazione ribassista. La volatilità, definita dall’ATR(14) è in forte aumento rispetto alla media dell’ultimo periodo ed accompagna il trend di crescita mentre l’RSI(14) si trova in una fase di ipercomprato ad indicare la forza del trend, ma anche una possibile tensione dei prezzi.

Gli asset sotto i riflettori della settimana

Questa settimana sotto i riflettori sui listini americani alcuni titoli del settore tech ed in particolare: Alnylam Pharmaceuticals, con un Pin Bar sul supporto a quota 120$, Align Technology alla prova del livello sulla quota di gap up dell’apertura del 22 ottobre 2020, in area 424$, Microsoft al test del supporto a quota 200$ e Idexx Laboratories.

Nel comparto non tecnologico invece da segnalare Danaher Corporation in fase di mantenimento di area 230$ oltre a Deere e FedEx alla prova della trendline dinamica di medio periodo. Interessante la Pin Bar sul supporto di Procter & Gamble e Dell Technologies e il movimento di Thermo Fisher Scientific.

Nel Forex una particolare attenzione per il test ribassista dell’EUR/JPY con una barra di indecisione sul supporto statico a quota 121,50, linea di passaggio anche della SMA(200) e la rottura rialzista della banda di oscillazione laterale dell’EUR/NOK in zona 11,10. Di rilievo il rafforzamento del dollaro americano contro l’euro (EUR/USD) che si avvia alla prova della trendline dinamica di lungo periodo e del supporto statico a 1,16.

Da tenere monitorati anche i cambi esotici contro il biglietto verde ed in particolare il cambio USD/TRY, con l’indebolimento della lira turca a quota 8,3540, lo USD/ZAR con la stabilizzazione nella zona del supporto in area 16,20 del rand sudafricano e lo USD/MXN in pullback sul supporto in area 20,90.

Tra le criptovalute sotto i riflettori il movimento rialzista del Bitcoin (BTC/USD) con la violazione della resistenza in area 13.000 e il test a 14.000.

Tra le Soft Commodities da controllare il Cotton (Future N.2 Full1220) in fase di ritracciamento dopo il tentativo fallito di rottura a quota 72 e lo Sugar (Future n.11 Full0320) con la Pin Bar sul supporto in area 14.

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