La guerra del gas in Europa e il braccio di ferro Fico-Zelensky. Ecco cosa può succedere

Roberto Vivaldelli

03/01/2025

L’Ucraina ha interrotto il transito del gas russo verso l’Europa, aumentando le tensioni con la Slovacchia di Robert Fico.

La guerra del gas in Europa e il braccio di ferro Fico-Zelensky. Ecco cosa può succedere

Com’era ampiamente previsto, l’Ucraina ha interrotto il transito di gas russo verso l’Europa, segnando un evento storico e riducendo ulteriormente la dipendenza europea da Mosca, che è passata dal 35% all’8% delle importazioni di gas.

Il contratto, avviato nel 2020, portava guadagni annuali stimati di $5-6,5 miliardi per la Russia e $800 milioni per l’Ucraina, ma è scaduto senza rinnovo a causa della guerra.

Kiev non rinnova l’accordo

Il contratto quinquennale tra Ucraina e Russia per il transito di gas, siglato nel 2020, è scaduto il 31 dicembre 2024 senza essere rinnovato. Nonostante l’invasione russa nel 2022, l’accordo era rimasto in vigore, ma Kiev ha scelto di non prolungarlo per indebolire la capacità di Mosca di utilizzare l’energia come leva geopolitica. Il gasdotto Urengoy-Pomary-Uzhgorod, costruito in epoca sovietica, rappresentava il principale percorso di transito verso l’Europa, dopo il sabotaggio del Nord Stream nel 2022 e la chiusura del gasdotto bielorusso-polacco.

Austria, Slovacchia e Moldavia sono tra i Paesi più colpiti. L’Austria ha diversificato le sue forniture, mentre la Slovacchia, fortemente dipendente dal gas russo, si trova ad affrontare costi di importazione più elevati. La Moldavia, invece, rischia carenze energetiche gravi, essendo dipendente dal gas russo per alimentare una centrale nella regione separatista della Transnistria.

La partita energetica dietro lo scontro Fico-Zelensky

La scelta di Kiev accresce la tensione con la vicina Slovacchia. Zelensky ha accusato il Primo Ministro slovacco Robert Fico di interrompere le forniture di energia elettrica all’Ucraina durante l’inverno, accusandolo di agire su ordine del Presidente russo Vladimir Putin. Il leader ucraino ha definito le minacce di Fico un tentativo di aprire un «secondo fronte energetico» contro l’Ucraina, a discapito degli interessi slovacchi e in violazione delle regole del mercato energetico europeo. L’Ucraina ha sottolineato che paga per l’elettricità fornita dalla Slovacchia e ha accusato Fico di schierarsi con Putin.

Fico aveva in precedenza duramente criticato duramente le proposte di Zelensky, definite «assurde». Durante un incontro a Bruxelles, Zelensky avrebbe suggerito di consentire il transito di gas russo attraverso l’Ucraina solo se la Slovacchia non pagasse la Russia fino alla fine della guerra. Fico ha respinto l’idea, affermando che sarebbe impensabile aspettarsi gas gratuito e sottolineando l’irrealismo della proposta.

Il 22 dicembre, Robert Fico ha incontrato il Presidente russo Vladimir Putin al Cremlino per discutere il transito del gas, di guerra in Ucraina e della normalizzazione delle «relazioni reciproche» tra Russia e Slovacchia. il leader slovacco ha dichiarato che l’incontro era una risposta al rifiuto del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky di estendere il transito del gas russo verso l’Unione Europea tramite l’Ucraina, a partire dal 1° gennaio 2025.

Fico ha affermato che Putin ha confermato la disponibilità della Russia a continuare a fornire gas all’Occidente e alla Slovacchia, ma ha sottolineato che, con la posizione di Zelensky, la cosa diventa «praticamente impossibile». Ciò nonostante, il leader slovacco si è detto pronto ad ospitare, nel suo Paese, i colloqui di pace tra Ucraina e Russia.