L’ultimo decreto di Putin fa scoppiare la guerra dello champagne tra Russia e Francia

Pierandrea Ferrari

06/07/2021

06/07/2021 - 10:31

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Il Cremlino “nazionalizza” lo champagne. E se l’Eliseo tarda a reagire, il polo del lusso francese già passa al contrattacco.

L'ultimo decreto di Putin fa scoppiare la guerra dello champagne tra Russia e Francia

La Francia è in guerra. E su più fronti. Non una guerra tradizionale, ben inteso. Piuttosto, una strenua lotta in difesa del lusso nazionale. A dare il via alle ostilità – seppure legittimamente – era stata la Cina, che a fine maggio aveva approvato un nuovo piano che punta ad incrementare la produzione vinicola del Dragone, reinventando la regione autonoma del Ningxia in una rivale di Bordeaux. E ora – meno legittimamente, secondo i grandi Gruppi del lusso francese – è la Russia a sfondare sul fronte orientale, con l’ultimo decreto presidenziale di Putin che ha di fatto “nazionalizzato” lo champagne, uno dei tanti vanti della produzione vinicola transalpina.

Russia-Francia, scoppia la guerra dello champagne

Ma cosa comporta, esattamente, il decreto messo a punto da Putin e dai vertici del Cremlino? Approvata il 2 luglio, la nuova normativa riserva il termine champagne esclusivamente ai vini effervescenti prodotti in Russia, declassando consequenzialmente lo champagne di importazione – “senza eccezioni”, recita il decreto – a spumante. Dall’Eliseo, per ora, non arrivano reazioni ufficiali, ma a scaldare le truppe sul fronte francese ci stanno già pensando le big del lusso.

Stiamo parlando di Lvmh, il maxi-Gruppo guidato da Bernard Arnault che controlla alcune delle etichette più importanti, da Dom Pérignon a Möet&Chandon, e che ha di fatto già bloccato le esportazioni di champagne sul mercato russo. Sospensione che rimarrà in vigore fino a che non si troverà “una soluzione adeguata”, spiegano da Lvmh. Ma a rispondere per le rime è anche l’organizzazione interprofessionale Comité Champagne, che si è detta “scandalizzata per la nuova legislatura russa sull’etichettatura dei vini”, sottolineando anche come venga negato ai consumatori russi il diritto a “un’informazione chiara e trasparente”.

Guerra dello champagne, gli effetti in Italia

Ora, quali effetti potrebbero andare a prodursi sull’industria vinicola nostrana? Secondo Coldiretti, sebbene la normativa si applichi a qualsiasi champagne d’importazione, l’Italia potrebbe essere comunque favorita, soprattutto nelle esportazioni di spumante. La Russia è già oggi il quarto mercato di sbocco per i produttori italiani. Ma l’interesse crescente dei consumatori russi verso le bollicine del Belpaese è evidenziato anche e soprattutto dall’exploit delle esportazioni nel primo trimestre dell’anno, +37%.

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