Juventus, guerra interna alla Exor: Bonucci al Milan conferma Elkann contro Agnelli

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Juventus, guerra interna alla Exor: Bonucci al Milan conferma Elkann contro Agnelli

La Juventus agita le acqua in casa Exor: la cessione di Bonucci al Milan ennesimo capitolo della guerra intestina tra Andrea Agnelli e John Elkann?

Il calcio scuote la Exor: dietro il passaggio di Leonardo Bonucci al MIlan potrebbe infatti celarsi l’ennesimo capitolo della guerra tra Andrea Agnelli e John Elkann, che starebbe pensando di spodestare il cugino dalla guida della Juventus.

Non chiamatelo solo calciomercato. Il colpo finora dell’estate, ovvero il passaggio del difensore della Juve e della Nazionale Leonardo Bonucci al Milan, potrebbe avere ripercussioni anche fuori dal mero rettangolo verde di gioco.

Anche se ormai era appurato che il tempo di Bonucci all’interno dello spogliatoio bianconero fosse giunto al termine, il presidente della Juve Andrea Agnelli avrebbe spinto per cercare di trattenere il difensore. John Elkann invece avrebbe avallato la cessione visto il deterioramento dei rapporti e l’ottima plusvalenza realizzata.

Sullo sfondo di questa vicenda di calciomercato ecco quindi che potrebbe celarsi il riacutizzarsi della guerra tra Andrea Agnelli e John Elkann, un astio che potrebbe ripercuotersi anche sulla Exor oltre che sulla Juventus.

Tra la Exor e la Juventus

Leonardo Bonucci come un pedone della guerra che interessa la Exor e la Juventus. Forse il difensore neanche lo sa, ma dietro la sua cessione ci potrebbe essere una faida familiare per il controllo delle società.

Al momento il dato di fatto però è soltanto uno. Dopo sette stagioni con la maglia bianconera, Leonardo Bonucci è stato ceduto dalla Juventus al Milan per una cifra vicina ai 40 milioni più 2 di bonus. Al giocatore invece un quinquennale da 6,5 milioni a stagione più gli immancabili bonus.

Quello che con ogni probabilità quindi è l’attuale difensore italiano più forte in circolazione, se non al mondo, cambia clamorosamente casacca sposando il progetto dell’ambizioso Milan del nuovo corso cinese.

Ormai c’era la consapevolezza che Leonardo Bonucci avesse tutto lo spogliatoio, compreso l’allenatore Massimiliano Allegri, contro di lui. Una situazione di tensione che avrebbe portato alla cessione del difensore.

Oltre a un crollo in borsa dopo la finale persa, il concitato intervallo della finale di Champions League contro il Real Madrid, dove Bonucci sarebbe stato al centro di un aspro litigio con Dybala, Barzagli e Dani Alves, è stato teatro anche del secondo episodio di tensione dopo la vicenda della partita contro il Palermo.

Lo scorso 17 febbraio infatti in occasione della partita casalinga contro i rosanero, terminata con un largo 4-1, ci fu un aspro litigio ripreso dalle telecamere tra mister Massimiliano Allegri e proprio Leonardo Bonucci.

Alla fine entrambi vennero multati, con il difensore che venne tenuto in tribuna per punizione in occasione della delicata sfida contro il Porto valida per i quarti di finale della Champions League.

Siglata una sorta di tregua, i fatti di Cardiff però hanno fatto riaffiorare tutte le vecchie ruggini. Chiamata a scegliere se stare dalla parte del tecnico oppure da quella di Bonucci, la Juventus ha rinnovato il contratto ad Allegri e ceduto il difensore.

Stando ai soliti rumors John Elkann, amministratore delegato della Exor che detiene la maggioranza della società, avrebbe avallato la cessione mentre Andrea Agnelli, che dei bianconeri è comunque il presidente, avrebbe preferito cercare in ogni modo di ricucire lo strappo.

Alla fine quindi sarebbe prevalsa la linea di Elkann, un probabile sintomo quindi di come il nipote prediletto di Gianni Agnelli ormai sia sempre più pronto e deciso a rottamare il non tanto amato cugino Andrea.

John contro Andrea

Tra Andrea Agnelli e John Elkann dicono non sia mai corso buon sangue. Alcune vicende sentimentali private del presidente della Juve avrebbero poi stizzito non solo il numero uno della Exor, ma anche sua moglie Lavinia Borromeo.

Rimane il fatto comunque che il figlio di Umberto Agnelli si sente un po’ messo da parte dagli affari di famiglia, nonostante sia comunque il presidente dei bianconeri, con sullo sfondo anche la questione relativa alla Ferrari.

Andrea Agnelli infatti vorrebbe ottenere il ruolo anche di presidente della Ferrari, con Elkann che potrebbe essere propenso ad accontentarlo solo in cambio di un passo indietro del cugino dalla guida della Juventus.

Anche se la sua posizione nel processo penale riguardante l’inchiesta Alto Piemonte è stata archiviata, Andrea Agnelli risulta comunque deferito dalla Figc per la vicenda dei biglietti per lo stadio concessi agli ultras.

Il deferimento potrebbe costare al presidente fino a 6 mesi di squalifica. John Elkann nel caso si dice sia già pronto al ribaltone: via il cugino Andrea dalla guida del club, sostituito da Pavel Nedved o Alessandro Del Piero, con la gestione della società tutta in mano a Beppe Marotta.

Andrea Agnelli quindi a quel punto rischierebbe di esser fatto fuori. Ecco perché negli ambienti circola un’altra clamorosa ipotesi. Insieme alla madre infatti, il presidente bianconero possiede il 12% della Exor.

Sul tavolo di John Elkann quindi potrebbe essere arrivata questa proposta: il 63% delle quote della Juve in possesso della Exor in cambio del 12% delle azioni Exor in mano ad Andrea Agnelli.

Elkann nello scambio guadagnerebbe una cifra vicina al miliardo di euro, ma di fatti la holding di casa Agnelli uscirebbe dal controllo della amata Juventus che, a quel punto, avrebbe come socio di maggioranza il solo cugino Andrea.

A prescindere da tutto, l’appuntamento decisivo sarà in autunno quando verrà presa una decisione in merito al deferimento di Andrea Agnelli. Nel caso di una condanna o di una assoluzione, potrebbero esserci quindi novità molto importanti sia per quanto riguarda la Exor che per la Juventus.

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