Italia non cresce da 15 anni, Confindustria lancia l’allarme. Padoan ottimista

Confindustria taglia le previsioni di crescita economica dell’Italia e lancia un allarme: il Paese non cresce da 15 anni.

Italia non cresce, questo è quanto stabiliscono le stime di Confindustria.
Il Centro Studi di Confindustria ha stroncato le aspettative del governo Renzi tagliando ancora le stime sulla crescita del Pil nell’anno in corso e nel 2017.

Secondo Confindustria l’economia italiana appare “del tutto insoddisfacente”, ma il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia si è detto ottimista tanto da sperare che il Centro Studi si sia sbagliato e che i dati del governo siano migliori.

Secondo il ministro del Tesoro Padoan, presente in sala durante la presentazione dei nuovi Scenari economici del Centro Studi di Confindustria, “Le stime dovrebbero essere migliori di quelle di Confindustria sia per il 2016 che per il 2017”.

Padoan ha tranquillizzato che le stime del governo saranno migliori perché quelle del Centro Studi di Confindustria si basano su policy diverse da quelle che il governo intende proporre.

Resta il fatto che la crescita italiana è lenta, troppo lenta. Dopo il taglio di giugno, le stime sul Pil sono ancora al ribasso. Confindustria mette in guardia circa i quindici anni sprecati dal Paese e c’è attesa per scoprire le stime del governo che saranno contenute nella Nota di aggiornamento al Def che sarà approvata la prossima settimana.

Vediamo nel dettaglio le previsioni del Centro Studi di Confindustria.

Crescita Italia, Confindustria: del tutto insoddisfacente

Il rapporto di Confindustria non lascia spazio a fraintendimenti: l’Italia non cresce, è “al palo da 15 anni”, e nei prossimi mesi si avrà una “debolezza superiore all’atteso” dopo la risalita registrata nella primavera scorsa.

Il profilo di crescita è piatto e un segnale di crescita per il 2017 andrà conquistato.
Gli analisti di Confindustria per quest’anno prevedono un progresso del Pil al +0,7% e al +0,5% per il 2017, contro il +1,2% e +1,4% contenuti nel Def che verranno ridotti nell’aggiornamento al 0,9 e 1,1-1,2%.

L’Italia non cresce? Quale è la verità sulle stime? La situazione è questa: il governo, anche ritoccando le stime al ribasso, continua a indicare un percorso di miglioramento; gli analisti di Confindustria, invece, ritengono che non ci sarà alcun miglioramento.

La politica di Bilancio, conclude Padoan, ha «limiti stretti e in questi limiti stretti di cui dispone bisogna puntare su investimenti, produttività e competitività».

Mentre tutta Europa è cresciuta, negli ultimi 15 anni l’Italia è rimasta piatta. Tra 2000 e 2015 il Pil è aumentato in Spagna del 23,5%, Francia +18,5% e Germania +18,2%, mentre in Italia è “calato dello 0,5% e il gap aumenta.

Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia si è quasi scusato delle previsioni nere e in contrasto con quelle del governo, e ha auspicato un cambiamento delle condizioni in modo da cambiare anche i dati delle previsioni.

Confindustria avverte: l’Italia non cresce. Meglio l’occupazione

Nonostante le stime di crescita per il Paese siano troppo basse rispetto agli obiettivi, il Centro Studi di Confindustria ha trovato che l’occupazione è il dato meno in ribasso.

L’invito di Confindustria è quello di continuare nel solco del processo riformista in atto, dal Jobs act al referendum costituzionale, per cui Boccia si è già detto favorevole al Sì. Il tasso di disoccupazione, infatti, è previsto in calo all’11,5% nel 2016 e all’11,2% nel 2017 dall’11,9% del 2015.

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