L’Arabia Saudita ricorre alle privatizzazioni: la leader mondiale del petrolio Saudi Aramco potrebbe sbarcare in Borsa, ma difende le sue riserve
Saudi Aramco, la maggiore azienda al mondo di produzione e distribuzione di petrolio, potrebbe sbarcare presto in Borsa con una grande IPO. Le difficoltà economiche dell’Arabia Saudita rendono la privatizzazione del colosso del petrolio una possibilità tangibile.
Le autorità saudite stanno valutando tutte le possibilità per Saudi Aramco e certamente un’offerta agli investitori internazionali attirerebbe le attenzioni da ogni angolo del mondo per il numero 1 del greggio.
Saudi Aramco, le autorità confermano l’ipotesi IPO
Khalid Al-Falih, contemporaneamente presidente di Saudi Aramco e Ministro della Salute dell’Arabia Saudita, ha confermato in un’intervista televisiva la possibilità che il gigante del petrolio venga presto quotato in Borsa dopo una vendita di azioni a livello internazionale.
In alternativa all’offerta pubblica iniziale (IPO), la società potrebbe decidere di vendere alcune sue controllate. Stando alle parole di Al-Falih, sono in esame “tutte le opzioni”.
Saudi Aramco, non si toccano le riserve di petrolio
Al World Economic Forum di Davos, il presidente ha voluto sottolineare che in ogni caso non saranno messe in vendita le riserve di petrolio del regno:
“Quello che sarà offerto è il valore economico di Saudi Aramco e non le sue riserve di petrolio. Le riserve di petrolio appartengono allo Stato, pertanto offriremo la capacità dell’azienda di produrre da tali riserve”
Le riserve petrolifere di Saudi Aramco ammonterebbero a 261 miliardi di barili, ben sei volte maggiori del principale competitor internazionale, la russa Rosneft. La quantità è impressionante se si pensa che Exxon Mobile ha riserve dieci volte inferiori.
Arabia Saudita in difficoltà ricorre alle privatizzazioni
Il crollo del prezzo del petrolio negli ultimi due anni costituisce un grande problema per l’Arabia Saudita, che ha visto colpita la sua principale fonte di introiti. Le entrate del Paese arabo si sono limitate nel 2015 a 162 miliardi di dollari, a fronte di una spesa pubblica pari a 260 miliardi. Il disavanzo di 367 miliardi di riyal è una situazione del tutto inedita per un Paese abituato a un enorme surplus commerciale.
Sull’argomento vedi Arabia saudita al collasso per il crollo del petrolio: è subito austerity.
E’ la prima volta che la parola “austerity” approda in Arabia Saudita e ora l’arma delle privatizzazioni potrebbe essere una possibilità valida per risanare le casse del regno.