Investment Compact e Riforma PA: i maggiori provvedimenti del Governo in arrivo a Gennaio

Simone Casavecchia

30/12/2014

Dopo il Consiglio dei Ministri del 24 Dicembre e il discorso del Premier il Governo si metterà presto al lavoro sul piano di crescita denominato Investment Compact e potrebbe anche intervenire sulla Pubblica Amministrazione.

Investment Compact e Riforma PA: i maggiori provvedimenti del Governo in arrivo a Gennaio

Dopo l’approvazione della Legge di Stabilità e i primi due decreti attuativi del Jobs Act il Governo si concentrerà su alcuni importanti appuntamenti in calendario per Gennaio. La partita più importante è di certo quella per il Quirinale: le dimissioni di Napolitano sono ancora da fissare e tutto quel che verrà dopo anche, per ora a tenere banco in tal senso sono solo le ipotesi di lavoro, le valutazioni informali, le consultazioni a porte chiuse.

Più chiara sembra essere, invece, la strada che intraprenderà l’Esecutivo. In questo caso il provvedimento più certo e più importante per Gennaio è quello annunciato dal ministro Pier Carlo Padoan in un’intervista al Corriere della Sera, dove il titolare del dicastero dell’Economia ha parlato di misure a sostegno delle imprese. Altro settore d’intervento su cui, in questi giorni si è riaccesa l’attenzione, in occasione dell’emanazione dei decreti attuativi del Jobs Act, è quello della Pubblica Amministrazione, dove però, al di là della conclamata urgenza di un’intervento legislativo, le promesse di una riforma sono tante quante le resistenze di ampi settori della stessa compagine amministrativa.

Investment Compact
Il provvedimento o, meglio, il pacchetto di provvedimenti annunciato dal ministro Padoan è stato definito, dallo stesso titolare di Via XX Settembre, «investment compact» e comprenderà sia misure fiscali a sostegno delle piccole e medie imprese, sia misure finanziarie per la crescita, sia provvedimenti che faciliteranno l’attrazione di investimenti dall’estero sia nei settori dell’industria e dei servizi sia per le attività culturali. Come ha spiegato Padoan:

«Non abbiamo ancora deciso se presenteremo uno o più provvedimenti. Ma risulterà un pacchetto che raccoglie le istanze delle imprese e degli operatori. Spero possa essere varato entro gennaio»

Proprio perché saranno inclusi nell’intervento misure a sostegno delle piccole e medie imprese, sarà previsto il coinvolgimento anche di altri ministeri, in primis quello dello
Sviluppo Economico.

Certo è che molte misure a sostegno delle imprese sono state varate all’interno della Legge di Stabilità e che, più in generale, le imprese sono state la parte sociale più soddisfatta dall’approvazione del Jobs Act e dai conseguenti decreti attuativi. Quelli che di sicuro attendono interventi legislativi sono altri, a cominciare dalle Partite IVA, la cui importanza, nel tessuto produttivo del Paese è stata di fatto disconosciuta da tutti gli interventi di riforma messi finora in campo dall’attuale Governo.

Per quanto riguarda le stime di crescita il ministro Padoan si è detto ottimista, affermando che

«i dati delle ultime settimane dicono che il rallentamento dell’economia italiana è finito».

Mentre per il 2014 è stata registrata una flessione complessiva del PIL pari allo 0,4% Il governo prevede per il 2015, una crescita del Pil pari allo 0,6% dopo un triennio di recessione.

L’impegno del Ministero dell’Economia sarà profuso nel prossimo mese di Gennaio anche sul versante europeo, dal momento che il Governo fornirà in Gennaio tutti i chiarimenti richiesti dalla Commissione Europea, al fine di evitare l’apertura della procedura di infrazione contro l’Italia.

In un orizzonte temporale più ampio Padoan ha ribadito anche la volontà del Governo di procedere alla privatizzazione delle Poste e di Enav nel 2015. Allo studio del MEF sono anche la cessione di una quota di Enel e di Ferrovie dello Stato.

Per il 2016, infine, si provvederà a mettere in campo una sola local tax che vada a sostituire le imposte attualmente in vigore (IMU, Tari, Tasi) accorpando anche le addizionali Irpef Regionali e Comunali.

Riforma della Pubblica Amministrazione
Sulla riforma della Pubblica Amministrazione i tempi saranno presumibilmente più dilatati e per ora, ci sono solo fumose promesse. Il premier Renzi nel suo discorso di fine anno ha solo annunciato la volontà di attuare una riforma organica che abbia come obiettivo dichiarato quello di efficentare uno dei settori più costosi e più improduttivi del bilancio statale. Al di là della generica promessa di allontanare i fannulloni dalla Pubblica Amministrazione, il premier ha definitivamente chiuso la querelle relativa all’applicazione delle regole del Jobs Act al pubblico impiego: per ora i neo assunti della PA rimangono gli unici a godere di un contratto a reale tempo indeterminato: inlicenziabili perché assunti per concorso, vanno a configurarsi come una nuova, potentissima, casta per la quale il nuovo glossario giuslavoristico fatto di licenziamenti per ragioni economiche, indennizzi e reintegri non trova alcuna applicazione.