Investire in piani di accumulo (PAC): perché sceglierli e come fare

Isabella Ciuca

03/03/2022

03/03/2022 - 17:52

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Perché investire in un Piano di Accumulo di Capitale? Come si fa ad investire in un PAC? Quali sono i vantaggi e i rischi di questi strumenti?

Investire in piani di accumulo (PAC): perché sceglierli e come fare

Spesso si ha difficoltà a mettere da parte del denaro per finanziare un acquisto importante, un progetto, o semplicemente per ritrovarsi un gruzzoletto più cospicuo quando si va in pensione. Per ovviare a questo problema, invece che nascondere i soldi nel cassetto dei calzini, è possibile accumulare nel tempo i propri risparmi e farli fruttare attraverso diverse soluzioni di investimento.

Tra queste, un’alternativa interessante possono essere i Piani di Accumulo di Capitale (i cosiddetti PAC). Per investire in questi strumenti non occorre essere dotati di grandi capitali iniziali: vedremo infatti che a rate non si può acquistare solo la lavastoviglie, ma si può anche investire sul mercato per poi comprarla, magari aggiungendoci pure un tostapane.

Investire in piani di accumulo: perché?

I Piani di Accumulo di Capitale (PAC) sono solitamente offerti da banche o altri intermediari finanziari e consentono al risparmiatore di sottoscrivere quote di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR). Questo tipo di investimento permette di impiegare i propri risparmi mediante versamenti periodici, secondo una sorta di piano rateale. I versamenti, infatti, hanno importi predeterminati e costanti, scadenze regolari e una durata definita. L’obiettivo di chi sottoscrive un PAC è quello di accrescere il proprio capitale nel tempo, accantonando denaro in modo graduale e ricavandone un rendimento.

I PAC sono una tipologia di investimento che offre la possibilità di accedere al mercato anche a chi non dispone nell’immediato di ingenti somme da impiegare. Grazie all’adattabilità del piano dei versamenti, i PAC possono essere idonei per chi ha bisogno di effettuare un investimento programmando i contributi in base alle proprie specifiche disponibilità, con un orizzonte temporale flessibile che varia da un minimo di 1 anno a un massimo di 40 anni. La maggior parte dei Piani offerti sul mercato consente, infatti, di modificare l’importo delle rate o la durata complessiva dell’investimento.

Inoltre, i Piani di Accumulo possono rappresentare una soluzione conveniente per chi ha qualche difficoltà nel risparmiare poiché, di fatto, impegnano a versare periodicamente del denaro. L’investimento graduale, infine, limita i rischi legati al market timing e alla stagionalità anche se, chiaramente, all’allungarsi del periodo di investimento e all’accrescersi del capitale accumulato, il rischio legato all’investimento (e l’ammontare delle perdite) aumenterà in ogni caso.

L’investimento in un PAC può essere concepito dall’investitore come una sorta di risparmio finalizzato di medio-lungo periodo, magari per l’acquisto di un determinato bene o per il finanziamento di una specifica attività. Per altri soggetti, invece, un PAC può rappresentare un’alternativa di risparmio di lungo periodo più agile rispetto all’adesione a un fondo di previdenza complementare. Tuttavia, a differenza dei versamenti effettuati verso un fondo di previdenza complementare, bisogna sottolineare che i versamenti effettuati verso un PAC non godono di alcuna deducibilità fiscale.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a importanti fasi di volatilità sui mercati, con ripetuti periodi di drawdown su tutte le tipologie di attivi. Un Piano di Accumulo potrebbe ridurre gli impatti delle fasi negative del mercato a causa del frazionamento dell’investimento, grazie al quale si ha la facoltà di non esporre completamente il proprio capitale ai rischi legati alle fluttuazioni.

Come investire in PAC

Come si accennava all’inizio, per sottoscrivere un Piano di Accumulo di Capitale ci si può rivolgere alla propria banca (dove si dispone già di un conto corrente sul quale addebitare le “rate”) o ad altri intermediari finanziari (come, ad esempio, società di gestione del risparmio, casse di risparmio o gli stessi uffici postali).

Per iniziare a investire in un PAC il risparmiatore dovrà scegliere l’importo del versamento iniziale e di quelli successivi, la frequenza dei versamenti, la durata del Piano, il profilo di investimento che si desidera mantenere. Normalmente, il profilo più prudente è quello che prevede l’investimento in fondi che investono in obbligazioni e strumenti del mercato monetario, con una componente azionaria minima o nulla, il profilo di rischio medio prevede un investimento bilanciato, dunque in parte in fondi in parte azionari e in parte in obbligazionari, il profilo di rischio più alto prevede invece l’investimento in fondi prevalentemente azionari. Una rischiosità più alta può essere consigliata a chi intende detenere il PAC per un periodo di investimento più ampio, ammortizzando eventuali perdite derivanti dalla maggiore volatilità dei titoli azionari sul breve periodo.

La struttura del Piano può essere modificata in un momento successivo dal risparmiatore che, a seconda delle sue esigenze, potrà sospendere o interrompere il Piano, modificarne la periodicità, l’importo e il numero delle rate, oppure ricevere il rimborso del capitale nominale anche prima della scadenza concordata inizialmente per il Piano. Ricordiamo tuttavia che queste ultime modifiche possono avere costi elevati per l’investitore.

Infine, molti intermediari propongono di agganciare il Piano di Accumulo ad una polizza assicurativa che garantisca il completamento dei versamenti dell’importo residuo del Piano al sopraggiungere dell’impossibilità a terminare il periodo di contribuzione per motivi di diversa natura.

I vantaggi del piano di accumulo di capitale

Ci sono diversi vantaggi per chi decide di investire in un PAC. Si è già parlato della flessibilità e dell’esposizione ridotta alle fluttuazioni del mercato e alla stagionalità legata alla progressività dell’investimento.

Un ulteriore vantaggio riguarda la diversificazione: infatti, anche attraverso versamenti poco cospicui, tenendo conto che la struttura del PAC prevede la sottoscrizione di quote di fondi comuni o ETF, è possibile garantire una buona diversificazione degli impieghi. La strategia che ispira i PAC, il Dollar Cost Averaging (DCA), è una tecnica di investimento che prevede più investimenti costanti e successivi su strumenti finanziari per ottenere un rendimento nel medio-lungo periodo. In questo caso, per garantire la diversificazione del proprio portafoglio sarà necessario detenere più strumenti diversi. Nel caso dei Piani, invece, non si parla di entrare su più strumenti finanziari ma di investire in un Organismo Collettivo del Risparmio, cioè un unico strumento che ne “contiene” altri.
Altri vantaggi riguardano il piano comportamentale: aderire a un PAC, affidandosi a professionisti della gestione del risparmio, consente di investire con costanza il proprio denaro in modo potenzialmente redditizio piuttosto che impiegarlo senza pianificazione in attività infruttifere e, inoltre, evita che l’investitore poco esperto agisca sul mercato in modo impulsivo, incorrendo nel rischio di perdite.

Tuttavia, come amava sottolineare Milton Friedman, premio Nobel per l’Economia nel 1976, “Non ci sono pasti gratis”: dunque, neanche l’investimento in un PAC è privo di rischi o di costi.

Per il risparmiatore che decide di avvicinarsi a questa tipologia di investimento, è consigliabile verificare con esattezza quali sono i costi applicati dall’intermediario oltre alle spese di gestione, sottoscrizione ed eventuale uscita anticipata, calcolare quale è la durata dell’investimento che consente di ammortizzare i costi di sottoscrizione nonché, d’altro canto, valutare la convenienza nel detenere un investimento per lungo periodo nel caso di un capitale accumulato elevato in un contesto di ripetute fasi negative del mercato.

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