Investire in azioni è davvero pericoloso?

Quali sono i rischi reali provenienti dall’investire in azioni e in che modo tutelarsi? La chiave è nella diversificazione e nell’orizzonte temporale corretto.

Investire in azioni è davvero pericoloso?

Investire in azioni è davvero pericoloso? Gli Italiani da sempre associano le azioni al pericolo, ma è davvero così?

Le azioni sono strumenti come altri. Con i loro pregi e i loro difetti, sono paragonabili al fuoco. Il fuoco, infatti, ci può scottare ma può anche aiutarci a cucinare, dipende dall’uso che ne facciamo, e vale la stessa cosa per i titoli azionari.

Investire in azioni, sfatiamo un falso mito

Negli anni ’90 si è registrato un boom delle azioni, tutti le compravano e i prezzi salivano assieme all’euforia. Poi il conto è stato presentato con la caduta della borsa e da lì sono state etichettate come strumenti diabolici e che fanno perdere soldi.

In realtà, dati alla mano, sono l’investimento che storicamente ha reso di più.

Lo vediamo in questo grafico tratto dal libro “Stock for the long run.

Le azioni (stocks, in inglese) sono lo strumento che ha reso meglio. Ma allora perché dicono che siano pericolose?

Il rischio delle azioni

Quando si parla di azioni è opportuno fare chiarezza tra singoli titoli e panieri ben diversificati a livello settoriale e territoriale.
Comprando singoli titoli ci si espone a un rischio davvero elevato; in sostanza ci stiamo affidando a quella singola azienda, a quello specifico settore e a quello specifico Stato. I fattori che possono remare contro sono davvero troppi.

Acquistando un indice mondiale stiamo investendo sul mondo, sulle aziende più affermate nei vari settori e nei vari continenti.
In sostanza per andarci male dovrebbe fallire il mondo, un caso assai più raro.

La diversificazione

Questo è il concetto di diversificazione, il 90% del successo dell’investire in azioni arriva da qui.
Chiaramente, in qualità di strumenti volatili, le azioni hanno la caratteristica di salire e scendere di prezzo in modo molto repentino. Tuttavia, nel lungo periodo hanno da sempre tendenze rialziste (in riferimento ad un paniere globale).

Nel lungo periodo tendono a crescere perché l’economia va avanti, i consumi aumentano, i prezzi salgono e le imprese continuano a macinare utili e creare ricchezza.

L’orizzonte temporale

Oltre al perseguire una giusta diversificazione, bisogna investire per il giusto orizzonte temporale. Quanti anni si devono avere a disposizione per investire in azioni? Più di 10, lo si intuisce dalla tabella di seguito.

Lo studio ci rivela come, dal 1928 ad oggi, l’azionario abbia dato risultati positivi o negativi a seconda del periodo di detenzione.
Investendo con l’orizzonte temporale di un giorno abbiamo il 53% di possibilità di ritorno positivo e il 47% di possibilità di un ritorno negativo - è come lanciare una monetina.
Invece, come andiamo sopra i 10 anni arriviamo ad avere fino al 100% di possibilità di ritorno positivo. Nel breve periodo il mercato non è prevedibile, vedi le basse percentuali, mentre nel lungo lo è.

Alla luce di questi dati è facile convenire che è meglio orientarsi nel lungo termine per una maggiore certezza dei risultati.

Il presente articolo non costituisce un consiglio d’investimento. Si consiglia di effettuare la propria ricerca indipendente prima di prendere ogni decisione finanziaria.

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