UE, Van Rompuy lavora sulla proposta di Renzi: più flessibilità per il Fiscal Compact

Secondo il socialista Hannes Swoboda il premier italiano avrebbe posto la modifica del fiscal compact come condizione per un accordo sulla presidenza della Commissione Europea

Il presidente del Consiglio europeo, l’olandese Herman Van Rompuy, sta preparando una modifica al patto del Fiscal Compact, in modo da renderlo più flessibile alle esigenze di bilancio dei diversi Paesi dell’Unione Europea.

Lo ha detto oggi Hannes Swoboda, presidente uscente del gruppo socialista al Parlamento europeo.

Secondo quanto dichiarato da Swoboda, inoltre, la modifica del Fiscal Compact «è la condizione che ha posto il Premier italiano Matteo Renzi per trovare un accordo sul candidato a presidente della Commissione Europea».

A poco meno di un mese dalle elezioni del 25 maggio, è difatti ancora vacante la sedia di Presidente della Commissione Europea e in queste settimane si sono rincorsi diverse ipotesi - tra cui quella di Cristine Lagarde, che poi ha smentito - sul nome del futuro presidente della massima istituzione comunitaria.

Se inizialmente aveva preso quota come successore di Josè Barroso il candidato del PPE Jean-Claude Juncker, appoggiato da Angela Merkel, l’opposizione del premier britannico David Cameron e di quello italiano Matteo Renzi ne ha bloccato la nomina, condizionando ad accordo politico. Accordo che ora sembra arrivato dopo il diktat di Renzi, che ha sostanzialmente legato la nomina del presidente della Commissione alla revisione dei trattati europei.

Infine, oltre agli aspetti politici, le parole di Swoboda sembrano confermare anche il cambio di rotta della Germania sui parametri di bilancio europei, visto che arrivano dopo l’apertura fatta ieri dal Ministro dell’economia tedesco Sigmar Gabriel.

Ieri, in visita a Tolosa dal suo omologo francese Arnaud Montebourg, Gabriel ha proposto di escludere dal calcolo del deficit «i costi generati da tutte le misure di riforma» per tutti i Paesi dell’Eurozona.

Le parole di Gabriel sono state accolte con favore dal governo italiano e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Sandro Gozi, ha dichiarato che sono «un segnale molto positivo per il futuro dell’Europa».

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