Intercettazioni, cosa cambia: più potere ai pm

Il decreto sulle intercettazioni ha incassato la fiducia di Senato e Camera. Tante le novità in arrivo, ma le intercettazioni saranno consentite solo se “indispensabili” alla repressione dei reati. Rafforzato il potere del pm.

Intercettazioni, cosa cambia: più potere ai pm

Il Dl intercettazioni ha incassato la fiducia di Senato e Camera, appena prima della scadenza del 29 febbraio. Alla Camera sono stati 304 i voti a favore, 226 i contrari e si è registrato un solo astenuto.

Il decreto sembra aver messo d’accordo anche Italia Viva, contrariamente alla riforma della prescrizione, che continua a causare scontri nella maggioranza.

Il decreto sulle intercettazioni entrerà in vigore in primavera, e introduce importanti novità: tra questa la digitalizzazione del materiale intercettato, l’utilizzo di un trojan (emendamento proposto da Grasso) e l’incremento del potere discrezionale dei pm. Vediamo nel dettaglio cosa cambierà e quali sono i punti maggiormente discussi.

Intercettazioni, in arrivo nuove regole: cosa cambia

In vista della riforma del processo penale voluta dal ministro Bonafede, anche le intercettazioni stanno per cambiare. Il ddl va modificare la legge Orlando entrata in vigore durante il Governo Gentiloni. Le nuove disposizioni saranno operative a partire da marzo 2020 e si applicheranno ai reati iscritti dal 29 febbraio in poi. Tante le novità che dovrebbero rafforzare l’efficienza e l’efficacia di questo delicato strumento di ricerca e indagine.

La novità più rilevante riguarda l’incremento delle funzioni del pubblico ministero. Spetterà ai pm - e non più alla polizia giudiziaria - determinare e scegliere cosa è rilevante per le indagini e cosa non lo è. Questo servirà a garantire la privacy dei soggetti intercettati e ad escludere le parti di conversazione di carattere intimo e riservato.

La riforma delle intercettazioni potenzia anche i poteri degli avvocati difensori: questi ultimi potranno prendere visione dei fascicoli, ascoltare le conversazioni ed estrarre copia senza i limiti della legge Orlando; possibile anche eseguire trasposizioni del materiale intercettato su altri supporti.

Il testo approvato prevede anche l’utilizzo di trojan, ovvero dei virus-spia, per le indagini sui reati con pena detentiva superiore a 5 anni commessi da pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio.

Importanti le novità anche per i giornalisti che pubblicano intercettazioni o parti di esse: non sarà più considerato violazione del segreto d’ufficio. Inoltre la riforma dà impulso alla digitalizzazione del procedimento: tutti gli atti relativi al materiale intercettato dovranno essere depositati in via telematica, in un deposito digitale creato ad hoc presso la Procura della Repubblica. Nel registro verranno annotate anche data, ora e durata delle eventuali consultazioni del materiale raccolto.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.

Money Stories