Fino a qualche anno fa l’India era considerata l’unico “ufficio del mondo” possibile. Delhi, in altre parole, era il principale - e anche unico - hub globale per il cosiddetto outsourcing di servizi IT e business process outsourcing da parte delle aziende straniere.
Adesso sta però emergendo un nuovo e aggueritissimo rivale. Si chiama Cina. Grazie alle ultime innovazioni hi-tech, infatti, Pechino sta lentamente iniziando ad accogliere tutte quelle società estere desiderose di esternalizzare attività tecnologiche, di servizi digitali, supporto ai clienti e altre funzioni amministrative.
Come ha spiegato in un lungo approfondimento il South China Morning Post, la crescente centralità del Dragone nel campo dell’intelligenza artificiale e nelle capacità di ricerca, oltre alla sua ambizione di sfidare il predominio indiano, hanno creato un secondo “ufficio mondiale”.
La vecchia “fabbrica del mondo” aspira a salire nella catena del valore come fornitore di servizi di fascia alta. Lo scorso dicembre, del resto, la Cina si è impegnata a coltivare leader nell’outsourcing dei servizi competitivi a livello internazionale e a potenziare la digitalizzazione e i servizi intelligenti entro il 2030.
Anzi: secondo il piano d’azione emesso da diverse agenzie governative, l’outsourcing è destinato a diventare «una parte significativa» del commercio di servizi del Paese.
La Cina nuovo ufficio del mondo?
Pechino, sottolinea un report della società di consulenza Devott, ha già superato Delhi nel volume totale di esternalizzazione dei servizi, ma la sua attività di esternalizzazione offshore vale ancora solo circa il 78% dell’India.
“Secondo il modello convenzionale di esternalizzazione dei servizi, sarebbe molto difficile per la Cina scalzare l’India dallo status di leader”, ha spiegato Qi Haitao, CEO di Devott. “Tuttavia, se si considera la situazione dal punto di vista dei rapidi progressi della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale, sembra che la Cina abbia il potenziale per sorpassarla attraverso una strategia di ’sorpasso all’angolo’”, ha aggiunto l’esperto.
L’India è stata una delle prime nazioni a muoversi in quest’ambito, e continua a essere un attore dominante nell’outsourcing dei servizi, dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione alla gestione dei processi aziendali, soprattutto grazie al suo enorme bacino di talenti ingegneristici e alla vicinanza linguistica e culturale con numerose aziende occidentali.
Non solo: le aziende indiane, tra cui Tata e Infosys, generano un fatturato operativo circa cinque volte superiore a quello delle principali aziende cinesi, e più del triplo dei loro profitti netti. Attenzione però, perché il vantaggio dell’India in termini di manodopera a basso costo con una conoscenza fluente dell’inglese rischia di essere eroso dall’intelligenza artificiale, un settore in cui la Cina è molto più avanzata...
I vantaggi di Pechino
La Cina non punta solo a replicare il modello indiano. I suoi punti di forza nell’outsourcing dei servizi si estendono ai settori IT tradizionali, alla ricerca e sviluppo biotecnologica, ai big data e al cloud computing, offrendo un vantaggio competitivo sui servizi a maggiore valore aggiunto.
Secondo il Qianzhan Industry Research Institute, il mercato delle organizzazioni di ricerca a contratto cinesi – che forniscono servizi di R&S a industrie farmaceutiche, biotecnologiche e dei dispositivi medici – è cresciuto da 9 miliardi di yuan (1,3 miliardi di dollari) nel 2021 a 12,6 miliardi di yuan nel 2024, con un tasso di crescita annuo composto del 28%, ben al di sopra della media globale.
L’intelligenza artificiale, in particolare, sta “già travolgendo” le aziende indiane nei settori IT e business process outsourcing. Le aziende cinesi, infatti, applicano l’IA direttamente all’economia reale – dai porti al settore minerario – creando soluzioni scalabili a livello globale.
Aziende come Huawei Technologies hanno recentemente lanciato soluzioni digitali avanzate per porti marittimi intelligenti, attirando l’interesse di partner internazionali, come il porto marocchino di Tangier Med. Last but not least, a differenza dell’India, dove l’outsourcing è storicamente guidato dalla domanda estera, la Cina sviluppa prima i servizi sul mercato interno, maturando capacità complesse prima di esportarle. Il Dragone ha messo l’Elefante nel mirino...