India: rupia, peggior crollo da 18 anni e nuovi minimi storici

Nicola D’Antuono

29 Agosto 2013 - 07:35

India: rupia, peggior crollo da 18 anni e nuovi minimi storici

Ancora guai per l’India, che continua a sperimentare un pericoloso crollo della propria valuta e del mercato azionario di Mumbai. La rupia indiana ha aggiornato nuovi minimi storici sul dollaro americano, confermandosi la valuta dei paesi «BRIC» più in difficoltà in questa fase di crisi dei mercati emergenti. Ieri la rupia ha registrato il peggior crollo degli ultimi 18 anni. Il tasso di cambio USD-INR è salito fino a 69,225, avvicinandosi così alla soglia psicologica delle 70 rupie. Quattro mesi fa la quotazione del cross USD-INR era di poco superiore a 50.

E’ andata giù di brutto anche la borsa di Mumbai, che inizialmente perdeva più del 3% ma poi ha recuperato grazie all’intervento di una controllata statale. Da inizio giugno, ovvero da quando la FED ha annunciato di voler avviare la riduzione degli stimoli monetari (il cosiddetto tapering, ndr), dal mercato azionario indiano sono fuoriusciti 3,5 miliardi di dollari. La Reserve Bank of India aveva subito lanciato una stretta monetaria, ma poi ha fatto un passo indietro temendo di strozzare irrimediabilmente la già debole crescita economica.

Ora il pericolo maggiore si chiama stagflazione, ovvero alta inflazione e scarsa crescita. L’India soffre molto l’elevato deficit di bilancio e la costante riduzione delle riserve valutarie. Secondo Bnp Paribas, il gigante asiatico crescerà quest’anno al ritmo del 3,7%, il più basso dall’inizio degli anni ’90. A complicare le cose ci si sta mettendo anche il boom dei prezzi del petrolio, a causa delle tensioni in Siria. New Delhi importa l’80% delle riserve di petrolio, per cui l’impatto sui già fragili conti pubblici non può che essere negativo.