L’asta dei Bot a un anno ha immancabilmente confermato quanto sta avvenendo su buona parte della curva dei titoli di Stato italiani.
Il rendimento del nuovo dicembre 2025 (Isin IT0005627853) è sceso al 2,411% contro il 2,695% del collocamento del novembre 2025.
Si tratta di un calo del 10,54%, ben più accentuato rispetto a quanto il mercato prevedeva. Inevitabili alcune considerazioni:
- la richiesta è diminuita ma non di molto;
- il prezzo di aggiudicazione a 97,62 Eur è risultato il più basso da settembre 2022, confermando una volta di più come si stia chiudendo una fase durata a lungo;
- il rendimento netto è sceso all’1,946%.
Tutto questi sono numeri di cronaca finanziaria. È però necessario un approfondimento del quadro attuale degli yield dei Bot, perché la relativa curva assume connotati che meritano l’attenzione dall’investitore interessato a piazzare liquidità.
| Scadenza Bot | Isin | Yield di mercato su base annua |
|---|---|---|
| Gennaio 2025 | IT0005580003 | 2,69% |
| Febbraio 2025 | IT0005582868 | 2,50% |
| Marzo 2025 | IT0005586349 | 2,66% |
| Aprile 2025 | IT0005592370 | 2,64% |
| Maggio 2025 | IT0005595605 | 2,41% |
| Giugno 2025 | IT0005599474 | 2,64% |
| Luglio 2025 | IT0005603342 | 2,59% |
| Agosto 2025 | IT0005610297 | 2,59% |
| Settembre 2025 | IT0005611659 | 2,50% |
| Ottobre 2025 | IT0005617367 | 2,43% |
| Novembre 2025 | IT0005621401 | 2,36% |
Considerando che le scadenze molto corte possono avere scostamenti di rendimento dovuti a spread denaro-lettera più incisivi sulla variabilità, è evidente come il tratto medio della curva – ovvero quella riferito al periodo estivo 2026 – offra un picco di profittabilità che andrà progressivamente riducendosi.
Un confronto con i conti deposito bancari si impone e va ad apparente sfavore dei Bot. Sul primo fronte infatti si possono ottenere tassi lordi fra il 3,5% e il 3,7%, con diversi tipi di temporalità delle scadenze per la liquidazione ma con una preponderanza delle versioni vincolate.
Il Bot è per sua natura svincolabile in tempo reale. Inoltre non è penalizzato dal fatto che sul fronte conti deposito, le offerte più generose sono proposte da istituti poco conosciuti al largo pubblico.
Un confronto quindi fra Buoni del Tesoro e c/d ha in realtà poco senso, proprio per le diverse caratteristiche di strutturazione dei prodotti. Gli investitori però non sempre ne sono coscienti e finiscono per cadere nelle trappole di un sistema informativo che inevitabilmente favorisce il sistema bancario. Cogliere allora oggi le ultime occasioni dei Bot (che si tradurranno presto o tardi nelle ultime occasioni dei conti deposito) è l’alternativa più logica, pur con la consapevolezza che i rendimenti sono in discesa e continueranno a esserlo per non poco tempo.
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