Immunità di gregge in Italia a settembre: il piano di Figliuolo

Alessandro Cipolla

16/06/2021

05/07/2021 - 17:04

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Vaccinare l’80% degli italiani entro settembre per raggiungere l’immunità di gregge: ecco come il commissario Figliuolo pensa di poter centrare l’obiettivo.

Raggiungere l’immunità di gregge in Italia a settembre vaccinando contro il Covid l’80% degli italiani. Nonostante il caos generato dallo stop definitivo ad AstraZeneca per gli under 60, il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo continua a dirsi fiducioso di poter centrare l’impegnativo obiettivo.

Le difficoltà di certo non mancano, ma il generale ha incassato il primo successo riuscendo a riallineare tutte le Regioni al diktat del Ministero della Salute: anche la “ribelle” Campania si è piegata e ha detto sì al mix vaccinale per i richiami.

Ma a che prezzo è stata siglata questa sorta di pax con le Regioni? Figliuolo ha garantito ai vari Presidenti delle dosi extra dei vaccini di Pfizer e Moderna, ovvero quelli a mRna su cui l’UE e l’Italia hanno deciso di puntare tutto.

Numeri alla mano, per riuscire a raggiungere l’immunità di gregge a settembre serviranno ulteriori dosi di Pfizer e Moderna rispetto a quelle previste: il commissario Figliuolo così è pronto a chiedere di avere subito a disposizione parte della fornitura prevista per l’ultimo trimestre.

L’Immunità di gregge in Italia

Mentre la città di New York ha annunciato il raggiungimento dell’immunità di gregge dopo aver vaccinato il 70% dei cittadini, in Italia per raggiungere l’agognato obiettivo si dovrà aspettare ancora un po’.

Prima del nuovo caso AstraZeneca, a giugno nel nostro Paese si vaccinava al ritmo di circa 600.000 persone al giorno. Dopo lo stop del preparato di Oxford per gli under 60, il numero delle somministrazioni in Italia è calato sensibilmente.

Colpa non solo delle minori dosi di AstraZeneca inoculate, ma anche del sostanziale caos sui vaccini generato che potrebbe aver spinto molti cittadini a ritardare o cancellare la propria vaccinazione.

Il commissario Figliuolo di conseguenza è conscio che deve lavorare in tempi celeri su due direzioni. La prima è una sorta di “operazione fiducia”, per spingere soprattutto i più giovani a prenotarsi per ricevere la propria dose.

A riguardo, appare fondamentale che tutti i principali attori in causa remino nella stessa direzione: al momento tutte le Regioni, Campania compresa, hanno accettato di non fare fughe in avanti, ma questa tregua sarà condizionata al buon fine della seconda mission per il generale: l’aumento delle forniture dei vaccini a mRna.

Per Figliuolo “il piano è sostenibile, arriveranno 54,5 milioni di dosi di vaccini a mRna entro fine settembre”, che significherebbe il raggiungimento dell’immunità di gregge in Italia visto che “consentiranno di coprire l′80% della platea di vaccinabili”.

Il piano di Figliuolo

Stando alle tabelle del Ministero della Salute, inserendo nella conta anche il preparato di CureVac che a breve dovrebbe essere approvato dall’Ema, all’appello mancherebbero circa 10 milioni di dosi di vaccini a mRna per raggiungere la stima fatta da Figliuolo.

Il commissario così avrebbe già in mente il modo per coprire questo buco causato dalla messa all’angolo di AstraZeneca e Johnson & Johnson: chiedere di avere subito a disposizione parte delle forniture di Pfizer e Moderna previste per il quarto trimestre.

Questo però potrebbe provocare dei problemi di magazzino in autunno, quando con ogni probabilità si dovrà iniziare a somministrare la terza dose ai soggetti più a rischio.

Al momento tutti gli sforzi però devono essere concentrati per mettersi al riparo dal pericolo delle varianti, raggiungendo l’immunità di gregge entro settembre come più volte promesso dal generale Figliuolo.

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