Immuni: l’app è davvero utile per fermare i contagi?

Immuni è uscita ma è davvero utile per fermare i contagi da coronavirus? In pochi sanno come funziona veramente e i numeri relativi al download possono essere fuorvianti.

Immuni: l'app è davvero utile per fermare i contagi?

L’app Immuni è arrivata e i primi numeri riportano un boom di download: ma l’applicazione è davvero utile per fermare i contagi? In molti l’hanno scaricata sul proprio smartphone ma pochi sanno come funziona davvero e quali sono i parametri per far sì che possa concretamente limitare i contagi da coronavirus in Italia.

Immuni è, sulla carta, un’apparente successo: i download hanno superato i 2 milioni ma quanti hanno effettivamente attivato il sistema di contact tracing? Per far sì che l’applicazione si riveli uno strumento utile è necessario che il 60% della popolazione la utilizzi attivamente, ma non solo.

Come sappiamo, l’app Immuni può essere disattivata a discrezione degli utenti (in modo da proteggere il più possibile la libertà dell’utente e della sua privacy) ma c’è un altro elemento da non sottovalutare di cui si parla ancora troppo poco.

Immuni è utile? Come funziona davvero

Diversi utenti non hanno ancora chiaro fino in fondo come funziona davvero il sistema di contact tracing, tra chi grida al complotto e chi teme di essere spiati. L’app, nonostante le esaustive spiegazioni in fase di installazione, genera ancora un po’ di confusione.

Per far sì che Immuni sia utile, nell’obiettivo prefissato di arginare i contagi da coronavirus, è necessaria la partecipazione attiva dell’utente. Non basta infatti attivare il bluetooth per far sì che, magicamente, l’app ci informi su eventuali contagi mentre passeggiamo per strada, ceniamo in un ristorante o facciamo shopping in un centro commerciale. Immuni non è un radar, non geolocalizza l’utente ma ne misura solo la posizione e la distanza con un altro dispositivo in un intervallo di tempo prefissato e limitato.

Immuni dovrebbe rivelarsi davvero utile quando, malauguratamente, un utente viene contagiato e risulta positivo al COVID-19.

Una volta attestato il contagio da coronavirus in sede medica dovrebbe essere richiesto al paziente di turno se ha effettuato o meno il download dell’app: a questo punto vige però la libertà personale dell’utente che può scegliere se rivelare o meno il proprio codice associato al dispositivo (unico e associato al proprio smartphone).

Solo a quel punto l’app entra effettivamente in funzione con la temuta notifica del contagio: gli utenti che riceveranno il messaggio dall’app, e che hanno avuto contatti stretti con la persona contagiata. Anche in questo caso vige la libertà di ognuno: l’app fornisce solo un avvertimento, invitando chi sospetta un possibile contagio da COVID-10 a identificare i sintomi sospetti, effettuare un test e mettersi in quarantena preventiva.

Nessuno può però impedire di ignorare le notifiche, salvo complicazioni di salute evidenti, e sono ovviamente tagliati fuori i contatti avuti con chi non ha scaricato l’app o non è in possesso di uno smartphone idoneo per scaricarla.

Immuni: quanti usano l’app? I numeri reali

La sperimentazione è appena iniziata ed è ancora presto per sbilanciarsi e identificare Immuni come una soluzione idonea: come per le regole utili a prevenire il contagio, molto è lasciato alla responsabilità stessa degli utenti e all’evoluzione dei nuovi casi in Italia.

I numeri rilasciati non devono poi essere fuorvianti. C’è differenza infatti tra chi si è limitato a scaricare l’app e chi invece la utilizza attivamente: Pier Luca Santoro, consulente di marketing e comunicazione di DataMediaHub. Un successo di download in questo caso non è un sinonimo utile a misurare l’efficacia dell’app: tenendo conto anche delle disinstallazioni, che non vengono misurate o rilevate, Immuni sarebbe stata attivata da 100mila utenti su Android e persino meno su iOS.

Santoro ha sottolineato come:

“il 90% delle persone che scarica un’app la disinstalla entro un giorno quindi è ragionevole pensare che anche per l’app Immuni i numeri siano di gran lunga minori perché non tengono conto delle cancellazioni seguite allo scaricamento. Senza dimenticare che questi dati sono relativi ai primi giorni e sostenuti dal boom mediatico sul lancio di Immuni. Solitamente tutte le app fanno registrare il grosso dei download subito dopo il lancio negli store.

Bisogna quindi attendere ancora un po’ per dichiarare Immuni un successo o un fallimento: la data di lancio ufficiale in tutta Italia è prevista per il 15 giugno. Entro fine estate sarà possibile già farsi un’idea chiara sulla reale riuscita del programma di contact tracing in Italia.

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